Cameriere, champagne!
Se n'è andato a 87 anni Peppino di Capri: la sua "Champagne" ha venduto milioni di copie nel mondo
Noi eravamo più quelli di Barbera e champagne di Giorgio Gaber (1972) o, se volevamo riderci su del "Can de Trieste (che 'ghe piase el vin)" di Lelio Luttazzi (1968). Peppino di Capri e la sua "Champagne" all'epoca (1973) ci diceva poco anche se vinse il Festival di Sanremo di quell'anno (ma noi non guardavamo il Festival). Noi che ne venivano dalla "Pappa col pomodoro" di Rita Pavone (nel Gian Burrasca televisivo del 1964 della regista Lina Wertmuller) e dall'ironica "Spaghetti pollo e insalatina" di un altro grande come Fred Bongusto (colonna sonora del film di Dino Risi "il tigre" con Vittorio Gassman, noi dicevo non sentivamo Champagne di Peppino di Capri.
Giocando a fare gli intellettuali, ascoltavamo il primissimo Tom Waits in arrivo dagli USA con la voce più roca della carta vetrata che intonava "Eggs and Sausage (In a Cadillac with Susan Michelson)" ossia "Uova e salsiccia In una Cadillac con Susan Michlson (del 1975) in attesa di un'altra voce di catrame e nicotina come quella del (nostro, questa volta) Paolo Conte che nel 1979 ci fa venir voglia del Gelato al Limon (dopo averci gia dollsticato nel 1975 con i "gamberoni rossi che sono un sogno" in "Genova per noi"). E avremmo atteso ancora più di !0 anni prima di arrivare (nel 1990) a un vero inno canoro-gastronomico-poetico come 'A çimma" di Fabrizio de Andre e Ivano Fossati che cantano la Cima alla genovese e i suoi riti da ripieno nell'album "Le nuvole".
Peppino di Capri è scomparso sabato scorso all età di 87 anni. Si è spento dopo una lunga malattia nella sua villa di Anacapri, testimonial fino all'ultimo di questo angolo di paradiso in terra, dove risiedeva. La sua Champagne, intanto, dal 1972 ha tracciato lunghe leve tanto che ancora nel 2000 l'ha dovuta ristampare. Con 15 apparizioni a Sanremo, due dei quali (1973 e 1976) li ha vinti, Giuseppe Faiella (questo era il suo vero nome) da Capri ha fatto la storia della musica leggera italiana: dal bambino prodigio che a 4 anni suonava il pianoforte davanti alle truppe alleate di stanza nell'isola, all'artista unico piombato sulla scena ritmo di swing e rock, unico cantante italiano a salire sul palco calcato dai Beatles nella celebre tournée italuaba del 1965.
Il suo repertorio tocca almeno due volte il tasto del food. La prima volta con Pummarola Boat nel 1958 interpretato con i suoi "Rockers". Brano vivace che scherza sul celebre genere caraibico, menzionando gli orti di Afragola (da dove arriva la pummarola) e scimmiottando il mitico Harry Belafonte e il suo iconico Calypso, del 1956, album che contiene l'altrettanto iconica Day-O Banana Boat Song (e rieccoci con il food!), primo album in formato LP nella storia della musica mondiale a superare la soglia del milione di copie vendute.
Poi arriva Champagne". Siamo nel 1973: con questo brano Peppino di Capri ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, diventando un successo internazionale particolarmente amato in Sud America. Perché ne parliamo? Perché, volenti o nolenti, la canzone è diventata il simbolo della carriera del cantante, il quale ha complessivamente superato 35 milioni di dischi venduti in tutta la sua attività artistica.
Uscito nel 1973 su etichetta Splash, scritto da Mimmo Di Francia, Depsa (nome d'arte di Salvatore De Pasquale) e Sergio Iodice, il brano ha una storia intrigante nata all'interno degli uffici della casa discografica in cui era sotto contratto Di Capri. Il brano è nato come un esplicito omaggio alle atmosfere romantiche e malinconiche dello chansonnier francese (armeno, puoi precisamente) Charles Aznavour, ispirandosi al successo del 1971 "Io tra di voi".
Mentre la canzone di Aznavour raccontava la gelosia di un uomo che osserva la propria compagna innamorarsi di un altro, gli autori di "Champagne" decisero di ribaltare la prospettiva: Il protagonista è un uomo che ha vissuto un amore clandestino con una donna già impegnata ("con te che già eri di un altro").
La scena si svolge durante una festa affollata, dove l'uomo si ritrova completamente solo e malinconico mentre gli altri si divertono. Lo champagne non accompagna una festa felice, ma serve a brindare alla fine della relazione e a un addio.
Esiste un forte paradosso culturale legato a questo brano: pur essendo una canzone tristissima che parla di solitudine e della fine di un amore segreto, viene storicamente suonata e cantata con allegria durante i matrimoni e le feste di tutto il mondo.
Inizialmente Peppino di Capri non era convinto del brano e non voleva inciderlo. Fu convinto dai suoi storici collaboratori e presentò la canzone sul palco di Canzonissima nel dicembre 1973. Il successo commerciale fu immediato e travolgente, tanto da cambiare radicalmente la vita del cantante, che ironizzando sui guadagni generati dai diritti d'autore ha spesso ricordato: "Grazie a quel brano mi sono comprato una Lamborghini".
I funerali di Peppino Di Capri sono stati officiati nell'isola ieri 12 luglio nella chiesa di Santo Stefano, davanti a migliaia di persone. La salma è stata tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero di Capri. Con la sua scomparsa si chiude definitivamente un lungo capitolo della musica leggera italiana.
"Cameriere, champagne!".
EFA News - European Food Agency