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Lollobrigida va... liscio come l'olio (d'oliva)

Dura reprimenda: sugli scaffali della gdo c'è troppo Evo "miscelato" con qualità inferiori


È arrivata nel finale, come tutte le suspence che si rispettino, la stoccata del ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida che ieri ha convocato la cabina di regia sull'olio di'oliva made in Italy (leggi notizia EFA News). Oltre ai numeri dei controlli della campagna straordinaria sull’olio dal 2 al 13 luglio, si diceva, é arrivata neanche tanto sibillina la "tirata d'orecchio" alla grande distribuzione da parte del ministro. 

Nel suo intervento conclusivo, infatti, Lollobrigida ha implicitamente ammesso che si fa ampio uso della miscelazione di extravergine con oli di qualità inferiore per proporli a scaffale all’ignaro consumatore. Come ha rilevato il sito specualizzato "L'Arca olearia", al momento la pratica non è illecita, anche se, ha detto il ministro, è lecito chiedersi se sia "morale". Proprio sulla moralità si è focalizzata l’attenzione del ministro, il quale ha affermato che vendere olio a prezzi che sono un terzo del costo di produzione, potrà essere anche lecito ma "pone qualche riflessione.

L’ICQRF, ossia l'Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi, ha dato i numeri dell’operazione straordinaria di controllo sull’olio di oliva condotta dal 2 al 13 luglio, prevalentemente su alcuni porti target come Augusta e Livorno: in 10 giorni sono stati controllati 108 operatori, 17 di essi hanno ricevuto contestazioni: sono stati eseguiti 167 controlli che hanno portato alla luce 30 irregolarità (18%). Le operazioni straordinarie hanno portato al blocco di 350 tonnellate di olio senza tracciabilità e senza giustificazione contabile. I sequestri sono ammontati a 10 milioni di euro. 

Di fatto, parliamo proprio di quell’olio che serve poi per le triangolazioni e per falsificare l’origine. Gli illeciti si concentrano su tre fronti principali: olio di qualità più scadente (lampante, vergine) di quanto dichiarato (extravergine), evocazione dell’origine, falsa attestazione dell’origine. Tutto olio che, non sequestrato nei mesi scorsi e fuoriuscito alle maglie dell'Icqrf,, gli italiani potrebbero vedere (e acquistare) sugli scaffali dei supermercati.

Ebbene, a margine di tutti questi dati, per la prima volta, un ministro ha puntato l'indice contro la grande distribuzione organizzata che difende i propri interessi ma non farebbe altrettanto con la filiera olivicolo-olearia. Secondo Lollobrigida, infatti, i prezzi a scaffale sono “la metà o anche un terzo dei costi di produzione”. Non a caso, nelle linee guida per i futuri controlli un punto riguarda proprio le “misure di contrasto alle pratiche commerciali sleali”, ai sensi del decreto legislativo 198/2021. La grande distribuzione diventa parte integrante della filiera e la sua corresponsabilità può essere provata grazie a controlli mirati su comportamenti sleali nei confronti degli operatori.

Per il futuro il ministero dell'Agricoltura ha previsto un rafforzamento dei controlli congiunti presso operatori e punti di ingresso (industrie, commercio, GDO, porti) e una maggiore attività dei laboratori ICQRF in sinergia con i laboratori delle Dogane e del ministero della Salute. Previsto infine un aumento del numero dei campioni prelevati per le analisi.

Sul tema, spinoso, si é espressa anche Confagricoltura che, in un comunicato, ha proposto in primis obiettivi come "favorire la liquidità delle imprese e insistere sulla valorizzazione del prodotto italiano in Italia e all’estero promuovendone il consumo e contribuendo concretamente alla ripresa del mercato".

Sul fronte economico, Confagricoltura ha ribadito la necessità di strumenti di accesso e sostegno al credito per le imprese, attivando misure fiscali utili alla liquidità aziendale e alla tenuta economica del settore. L"’olio di oliva italiano - si legge nella nota di Palazzo della Valle - resta in difficoltà, soprattutto a causa di fattori esterni che frenano il mercato. Il prodotto fatica a trovare un’adeguata collocazione, con ricadute sempre più pesanti sulla tenuta economica delle aziende olivicole".

“Bene l’impegno del governo e l’attività di controllo per le verifiche sulle importazioni e sulle miscele comunitarie ed extracomunitarie, come avevamo sollecitato, perché é importante garantire trasparenza nei confronti del consumatore”, ribadisce il presidente Massimiliano Giansanti.

Fc - 61755

EFA News - European Food Agency
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