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Biologico Ue, cambia (quasi) tutto

Nuovo regolamento che prevede norme su etichettatura e import-export da paesi terzi

La commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento UE (Agri) ha adottato, con 37 voti favorevoli, 4 contrari e 8 astensioni, la propria posizione sulla proposta di aggiornamento delle norme UE in materia di produzione, etichettatura, certificazione e commercializzazione dei prodotti biologici. La commissione, inoltre, ha adottato, con 40 voti favorevoli, 8 contrari e 1 astensione, la decisione di avviare negoziati con il Consiglio dell’UE sulla forma definitiva della legislazione. A questo punto il testo del nuovo regolamento sarà sottoposto al voto plenario il prima possibile, cercando di raggiungere un accordo entro la fine del 2026: questo perché sono in scadenza le attuali norme sull’importazione di alimenti biologici che scadranno il 31 dicembre 2026.

ETICHETTE

Le nuove norme mirano a migliorare la fiducia dei consumatori negli alimenti biologici e a garantire una concorrenza leale tra operatori UE ed extra-UE. Secondo il nuovo testo adottato, il logo biologico UE può essere utilizzato per l’etichettatura, la presentazione e la pubblicità di prodotti importati da paesi terzi "solo se questi soddisfano standard equivalenti e sono conformi a ulteriori requisiti specifici di produzione e controllo". 

Il logo può essere utilizzato anche su prodotti trasformati all’interno dell’UE che contengono ingredienti biologici importati da paesi extra-UE, riconosciuti come equivalenti, solo se tali ingredienti rappresentano non più del 5% della componente agricola del prodotto.

Questa decisione scaturisce anche da una sentenza della Corte di Giustizia di ottobre 2024 che aveva chiarito come i prodotti riconosciuti solamente attraverso regimi di equivalenza non potessero fregiarsi automaticamente del logo comunitario, e quindi questa unica condizione non fosse sufficiente per applicare il logo su tali prodotti. L’obiettivo è prevenire interruzioni degli scambi commerciali garantendo che ogni prodotto che vanti il marchio verde europeo sia stato ottenuto seguendo criteri altrettanto rigorosi quanto quelli imposti agli agricoltori dell’Unione.

PICCOLI PRODUTTORI

I piccoli produttori che vendono prodotti biologici sfusi direttamente ai consumatori sono attualmente esentati dai requisiti di certificazione biologica se soddisfano determinati criteri basati su fatturato, volume di vendite e costi di certificazione. I deputati europei hanno concordato di aumentare il fatturato annuo da 20.000 a 25.000 euro e il volume di vendite da 5.000 kg a 10.000 kg annui, al fine di estendere la copertura dell’esenzione. Questo perché i recenti aumenti dei prezzi hanno spinto molti di questi produttori al di sopra della soglia di fatturato, con la conseguente perdita del diritto all'esenzione. 

SETTORE AVICOLO

Le norme relative ai capannoni avicoli destinati all’ingrasso del pollame e all’accesso all’aria aperta durante il giorno saranno modificate al fine di ridurre i costi amministrativi e logistici.

COMMMERCIO INTERNAZIONALE

Il commercio internazionale del settore biologico mostra una pressione crescente sui mercati interni. Nel 2025, si è registrato un aumento record del 26% delle importazioni di prodotti biologici da Paesi terzi rispetto all’anno precedente, rendendo urgente una revisione che assicuri la trasparenza sulla provenienza delle materie prime. Nonostante il biologico sia in espansione, deve affrontare un carico burocratico stimato di almeno il 30% superiore rispetto all’agricoltura tradizionale. La riforma proposta dall’Europarlamento cerca dunque di bilanciare la richiesta di rigore nei controlli con la necessità di non appesantire ulteriormente le imprese.

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EFA News - European Food Agency
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