Ddl Coltiva Italia: stop alla denominazione generica di "aceto"
La definizione dovrà essere accompagnata dall’indicazione delle materie prime d’origine
Soddisfatti Federvini e il Consorzio di Tutela dell'Aceto Balsamico di Modena.
E' stato approvato oggi alla Camera dei Deputati l’emendamento al Disegno di Legge Coltiva Italia che chiarisce in modo definitivo le modalità di utilizzo della denominazione “aceto”.
L’intervento normativo – tecnicamente un emendamento di interpretazione autentica – chiarisce una volta per tutte che la denominazione di “aceto” è riservata ai prodotti ottenuti esclusivamente dalla fermentazione acetica di liquidi alcolici o zuccherini di origine agricola.
Viene inoltre stabilito che il termine “aceto” non potrà più essere utilizzato in forma isolata ma dovrà essere sempre accompagnato dall’indicazione della materia prima agricola di origine, come “aceto di vino”, “aceto di mele” o “aceto di riso”. Non potrà quindi essere utilizzato in caso di prodotti contenenti acido acetico di sintesi.
Ora il testo, superato il vaglio della Camera, passerà al Senato per l’approvazione definitiva.
“L'approvazione di questo emendamento riafferma lo spirito originario della norma mettendo la parola fine a un’incertezza interpretativa che si trascinava da alcuni anni riconfermando un principio essenziale: la denominazione 'aceto' può riferirsi esclusivamente a prodotti ottenuti dalla doppia fermentazione alcolica e acetica di materie prime agricole chiaramente individuate”, ha commentato il presidente di Federvini Giacomo Ponti. “È una soluzione fortemente sostenuta da Federvini che rafforza la trasparenza nei confronti dei consumatori e tutela le imprese che investono nella qualità, evitando che prodotti non comparabili possano beneficiare della stessa denominazione” prosegue Ponti “Ringraziamo le Istituzioni, il Ministro Lollobrigida e i suoi uffici al Ministero dell’agricoltura in primis, unitamente al Parlamento, a partire dalla Commissione agricoltura della Camera dei deputati, per aver dato una risposta concreta a un’esigenza sentita da tutto il comparto”.
“L’emendamento rappresenta un risultato importante anche per la nostra filiera perché ristabilisce la certezza del diritto e con essa principi chiari sull'etichettatura degli aceti”, ha dichiarato Cesare Mazzetti, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena. Questo ridurrà drasticamente i casi di concorrenza sleale e permetterà una tutela efficace del consumatore. Il tutto grazie all'impegno del Masaf e del ministro Lollobrigida”.
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