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Bresciangrana: stop a produzione per tutto agosto

Azienda studia piano anti-crisi, mentre Regione Lombardia annuncia tavolo latte

La crisi di Bresciangrana è ancora in alto mare, al punto che l'azienda ha fatto accesso allo strumento del concordato in bianco, così da identificare una soluzione che consenta il risanamento preservando il più possibile gli interessi del ceto creditorio. Lo ha riferito Serena Maurutto, nuovo amministratore delegato e chief restructuring officer di Bresciangrana.

"In questo difficile percorso sono emerse complicazioni che hanno reso indifferibile intervenire con decisa discontinuità rispetto alla gestione precedente", ha aggiunto Maurutto, che ha disposto lo stop alla produzione e al ritiro del latte per l'intero mese di agosto. La crisi coinvolge 40 aziende e 50 allevamenti nelle province di Brescia, Bergamo e Cremona, per un totale produttivo i circa 1.230 quintali di latte al giorno. Bresciangrana sarà in grado di acquistare nuovamente il latte a partire dalla data del 10 agosto, al prezzo finito di 0,36 euro al kg.

Secondo Maurutto, la continuità produttiva avrebbe aggravato il dissesto danneggiando così ulteriormente i fornitori, privandoli della garanzia di pagamento. "È stato molto più corretto interrompere temporaneamente i rapporti commerciali, cercando contestualmente di riallocare i produttori presso altri operatori in grado di acquistare e saldare il latte nei termini stabiliti", ha detto l'amministratore delegato.

Maurutto ha ricordato che "l'azienda è passata in pochi anni da 48 a 140 milioni di fatturato, assorbendo liquidità per investimenti eccessivi e spingendo la governance a un pesante ricorso a banche, leasing e factoring. Un deficit finanziario poi aggravato dalla nascita di una rete di società correlate che ha ingigantito i problemi".

Nel frattempo, la semestrale ha riportato una "perdita superiore ai 2 milioni di euro, attualmente al vaglio dei consulenti, appesantita da scelte di approvvigionamento poco ponderate, tra cui l'acquisto massiccio di latte per fare magazzino, e da modifiche errate nella ricetta del Vittoria Alata. L'eccesso di grasso", ha proseguito Maurutto, "ha provocato il blocco degli impianti, lo sversamento di liquidi con conseguente sequestro del depuratore e il deterioramento di lotti di formaggio, causando la disaffezione dei clienti", oltre alla "la perdita di fiducia del ceto bancario e la svolta nella governance, con l'allontanamento dell'ex socio e amministratore delegato".

Sulla vicenda di Bresciangrana è intervenuto anche l'assessore regionale lombardo all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, che, al termine di un confronto con il mondo agricolo e le istituzioni del territorio ha annunciato la sua intenzione di convocare un Tavolo latte ai primi di settembre, alla riapertura del Tribunale di Brescia e al termine della sospensione feriale dei termini processuali, "quando, appunto, le vicende amministrative e giudiziarie saranno più chiare”. Il tavolo, ha auspicato Beduschi, "potrà aiutare a ricomporre la crisi e a indicare soluzioni mi auguro durature, attraverso un confronto costruttivo con la proprietà, le organizzazioni agricole, le istituzioni territoriali”.

 

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