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Problemi russi per Nestlé

Un'azienda logistica chiede a Putin di assumere temporaneamente la gestione degli asset della multinazionale

In Russia si sta aprendo un altro fronte di guerra. Questa volta a essere presa di mira è la multinazionale elvetica Nestlé: una piccola società di logistica, infatti, ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin di assumere temporaneamente la gestione degli asset di Nestlé presenti in Russia. La richiesta è stata avanzata da KS Logistika, azienda poco nota con sede a Rudnya, vicino a Smolensk e al confine con la Bielorussia: l'iniziativa comporterebbe la messa sotto amministrazione temporanea delle attività russe del colosso svizzero dell'industria alimentare. 

Il perché di questa azione è presto detto. L'anno scorso KS Logistika ha registrato un fatturato di 1,6 milioni di rubli (13.817 sterline) e, secondo Kommersant, uno dei tre principali quotidiani economici russi, agirebbe per conto di "interessi di terzi". Altre fonti riferiscono che la richiesta è stata motivata dalla decisione di Nestlé di non espandere la propria capacità produttiva in Russia e di sospendere le esportazioni dei prodotti realizzati nei suoi stabilimenti russi. D'altronde, come la stragrande maggioranza delle nazioni europee, anche la Svizzera è considerata "ostile" dalla Russia, avendo imposto sanzioni in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. Nonostante questo, la multinazionale elvetica ha proseguito le proprie attività in Russia sostenendo di fornire beni essenziali alla popolazione russa in qualità di produttore alimentare.

La richiesta di KS Logistika riguarderebbe cinque entità di proprietà di Nestlé operanti in Russia e potrebbe, in teoria, portare a un cambio di proprietà. Attualmente Nestlé gestisce sei stabilimenti in Russia nelle regioni di Kaluga, Vologda, Samara, Vladimir, Perm e Krasnodar: produce caffè, prodotti dolciari, alimenti per l'infanzia e cibo per animali domestici. Secondo gli analisti, le attività russe dell'azienda svizzera potrebbero avere un valore compreso tra 1,4 e 1,54 miliardi di sterline, inclusi circa 1 miliardo di sterline in beni e marchi e 390 milioni di sterline in utili non distribuiti.

L'amministrazione temporanea non equivarrebbe necessariamente a un sequestro dei beni, sebbene alcune aziende straniere abbiano visto le proprie attività confiscate o vendute a investitori russi.

Un portavoce di Nestlé ha affermato: "Nestlé non è stata contattata dalle autorità russe in merito a questa vicenda. Nestlé continua a gestire i propri uffici e stabilimenti in Russia e rispetta i requisiti normativi del Paese". 

Dall'invasione dell'Ucraina nel 2022, la Russia ha rafforzato il controllo sugli asset di proprietà straniera: ricordiamo che un decreto emanato da Putin nel 2023 consente al governo di sottoporre ad amministrazione temporanea i beni provenienti dai cosiddetti paesi "ostili". La norma è già stata utilizzata per assumere il controllo delle attività russe del gruppo lattiero-caseario francese Danone e del produttore di birra danese Carlsberg.(leggi notizia EFA News). 





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EFA News - European Food Agency
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