Libri. Quando il cibo viaggia e arriva sulle nostre tavole
Singaravélou e Venayre raccontano la storia della globalizzazione attraverso gli alimenti
Quando si parla di storia della cucina di un Paese, si pensa inevitabilmente a piatti che sono diventati simbolo della tradizione nazionale, ma spesso non si pensa che in realtà questi piatti vengono serviti sulle nostre tavole anche grazie ai risultati ottenuti da secoli di scambi, commerci e migrazione.
Per l’Italia, ad esempio, la pizza Margherita, chiamata così per onorare la regina Margherita di Savoia e composta dai tre colori che evocano la bandiera italiana, non esisterebbe se non fosse arrivato il pomodoro dalle Americhe. Dall’altra parte del mondo rispetto all’Italia, il Budae jjigae, uno dei piatti nazionali della Corea del Sud che contiene kimchi, tofu, noodles e spam, non sarebbe diventato così famoso se lo spam non fosse stato diffuso dagli americani durante la Guerra di Corea.
È questa la premessa del saggio “La tavola del mondo” (add editore, 2026, 504 pagine), curato da Pierre Singaravélou e Sylvain Venayre, due storici francesi che attraverso brevi racconti di poche pagine sui singoli alimenti raccontano la storia della globalizzazione: da prodotti tipicamente presenti sulle tavole italiane come Vino, Acqua frizzante, Cicoria, Insaccati e Parmigiano, ad altri un po’ meno presenti come Tofu, Ceviche, Hummus, Naan, Bánh mì, Attiéké e Guacamole.
Il libro intreccia storia, antropologia, geografia, economia e sociologia per ricostruire l’origine del cibo. Così si scopre che la massificazione delle migrazioni su scala mondiale e le guerre hanno contribuito ad accelerare gli scambi di ingredienti e dei prodotti: i cibi hanno viaggiato nei secoli e continuano a viaggiare, motivo per cui il curry, nato in India, è tra i piatti più popolari in Giappone, anche se in una versione notevolmente addolcita. In Inghilterra, invece, si mangia il Pollo tikka e nella cucina francese è stato ormai integrato il Couscous, insieme alla Merguez, salsiccia fresca speziata tipica della cultura magrebina.
Infine, si scopre anche che dal 2013 il profilo delle Denominazioni di origine protetta (Dop) ha assunto una dimensione globale, in quanto il Nuoc mam, salsa di pesce prodotta sull’isola di Phu Quoc in Vietnam, è diventato il primo prodotto del Sudest asiatico a ricevere una Denominazione di origine protetta dall’Unione europea.
Così come il cibo, il libro viaggia tra le varie tavole del mondo per raccontare non solo la storia degli alimenti, ma anche le emozioni e l’identità dei popoli.
EFA News - European Food Agency