Libri. La vita raccontata attraverso il cibo e le ricette
Il classico “Casalinghitudine” di Clara Sereni torna con una nuova edizione
A ottant’anni dalla nascita di Clara Sereni, scrittrice, giornalista e traduttrice, torna in libreria il suo secondo libro “Casalinghitudine” (La Tartaruga, 2026, 240 pagine), pubblicato per la prima volta nel 1987 da Einaudi e con un titolo originale destinato ad entrare come vera e propria parola nei dizionari.
Attraverso 105 ricette, Sereni narra la storia della sua vita: la minestra dei Sette Grani accompagna la maternità, il Sessantotto è anche una pasta e fagioli, un polpettone ideato da lei le permette di ottenere l’approvazione dal padre Emilio Sereni (partigiano e membro dell’Assemblea Costituente), la pappa alla carne diventa un modo per parlare del figlio appena nato e del suo incessante pianto e una frittata di zucchine rimanda alla discussione tra il padre e Pietro Nenni sulla spiaggia di Formia.
L’autrice ha definito il libro come “un piccolo manuale di cucina da fare proprio, anche, forse, con qualche suggerimento per cominciare a vivere.” Infatti, ogni ricetta ha una storia da raccontare, un ricordo a cui è legata, e il cibo, con i suoi ingredienti e la sua preparazione, percepita come un segno d’attenzione e di cura verso le persone care, assume un ruolo importante nella narrazione: il punto di partenza per imparare a sbrogliare la matassa della vita.
Sereni, anni dopo, nel 2015, su “Casalinghitudine” scriveva: “Non dissi allora, ma lo penso da molto tempo, che il cibo è un linguaggio che tutte e tutti usiamo (chi non ha mai dato una caramella a un bambino o un cioccolatino a una vecchia signora? Linguaggio per farsi accettare, per farsi voler bene… Ma anche lingua della malavoglia e dell’allontanamento, quando la pasta è scotta e la carne insipida). Un linguaggio extra-verbale – come l’abbigliamento, il maquillage, l’arredamento – che le donne, talvolta escluse dalla parola maschile, usano con particolare sapienza.”
EFA News - European Food Agency