Longevità: ecco quanto incidono i regimi alimentari
Negli anziani attivi, con una buona funzionalità renale, consigliato l'aumento della quota proteica quotidiana
La longevità è il risultato di un intreccio complesso di fattori. I geni non decidono tutto. Le stime più accreditate suggeriscono che il patrimonio genetico influisca per circa un quarto sulla possibilità di vivere a lungo. Il resto è legato alle condizioni in cui si cresce e alle scelte effettuate nel corso della vita adulta. Le indicazioni riguardano soprattutto movimento, alimentazione, prevenzione e vita sociale. E tra i 40 e i 60 anni c’è ancora molto spazio per cambiare traiettoria. A rivelarlo è un'indagine condotta da Astraricerche per conto dell'Associazione Nazionale Conservieri Ittici e delle Tonnare (Ancit).
Tra gli italiani c'è un forte interesse ad approfondire il tema: praticamente tutti (93%) vogliono conoscere i benefici pro-longevità dei prodotti alimentari. Nella Top 3 delle abitudini alimentari pro-longevità, per oltre 1 italiano su 2 (52,2%) la risposta è quella di ridurre i cibi grassi, ridurre i consumi di alcolici (49,5%), adottare la Dieta Mediterranea (42,7%). Ma è anche la scelta degli alimenti a fare la differenza. Circa 7 italiani su 10 (68,8%) ritengono preziosi alimenti ad alto valore proteico come pesce, carne, legumi, uova per la longevità. In particolare, per il 70,5% il pesce fresco o in conserva fa bene alla longevità perché contiene Omega 3, che aiutano a ridurre i trigliceridi, abbassare la pressione sanguigna e proteggere il sistema cardiovascolare.
Gli esperti confermano. L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale nel rallentare l'invecchiamento cellulare e proteggere la salute cardiovascolare e cognitiva. Il pesce, incluse le conserve ittiche, può essere un ottimo alleato di longevità se consumato in modo strategico. Il tonno in scatola e le altre conserve ittiche rispondono a molte delle caratteristiche nutrizionali per cui possono rivestire un ruolo importante nell’alimentazione a favore di una longevità in salute.
Luca Piretta (gastroenterologo e nutrizionista all’Università Campus Biomedico di Roma) e Roberto Volpe (membro del Direttivo della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare - Siprec) presentano le Tips sull’alimentazione pro-longevità elaborate sulla base delle principali evidenze scientifiche confermate dall’Oms.
Con il passare degli anni il metabolismo rallenta e il fabbisogno energetico diminuisce, ma il bisogno di vitamine e minerali resta invariato o aumenta. L'Oms raccomanda di scegliere cibi sani (come cereali integrali, legumi, pesce, verdura, frutta, olio extra-vergine di oliva, quindi, gli alimenti tipici della Dieta Mediterranea) e ad alta densità nutrizionale (vale a dire ricchi di micronutrienti come, ad esempio calcio, zinco, magnesio, vitamine B6, B12, vitamina D).
Per preservare la massa muscolare, l'autonomia motoria e prevenire le cadute, è necessario mantenere un apporto proteico adeguato. Negli anziani attivi, con una buona funzionalità renale, si consiglia di aumentare la quota proteica quotidiana (pesce, legumi, uova e carni bianche), portandola a circa 1,0-1,2 grammi di proteine per Kg di peso corporeo.
Per proteggere il sistema cardiovascolare e prevenire il declino cognitivo legato all'ipertensione, i limiti validi anche e soprattutto nella terza età parlano di meno di 5 grammi di sale al giorno (pari a circa un cucchiaino) e meno del 10% dell'apporto energetico quotidiano (meglio se sotto il 5%) di zucchero.
Un consumo di almeno 400 grammi (5 porzioni) di frutta e verdura al giorno garantisce un'alta densità di fitocomposti e antiossidanti, essenziali per contrastare lo stress ossidativo cellulare, ridurre l'infiammazione cronica e prevenire malattie legate all'età come la degenerazione maculare della vista.
L'Oms evidenzia che l'invecchiamento riduce fisiologicamente lo stimolo della sete e l'efficienza dei reni. Per questo, le linee guida per un invecchiamento attivo impongono di bere acqua frequentemente durante il giorno (almeno 1,5-2 litri), senza aspettare di avere sete, per evitare stati di disidratazione che compromettono le funzioni cognitive e renali.
EFA News - European Food Agency