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Sugar Tax: una spada di Damocle da 1 mld euro

Assobibe rilancia l'appello per la cancellazione dell'imposta: "blocca gli investimenti"

A poche settimane dall’avvio della discussione sulla Legge di Bilancio e poco più di tre mesi dall’entrata in vigore della Sugar tax, fissata a inizio 2027, il settore delle bevande analcoliche torna a rivolgersi alle Istituzioni con un messaggio chiaro: l’incertezza normativa legata alla misura blocca oltre 1 miliardo di euro di investimenti nel Paese. È quanto emerso oggi a Roma, all’evento “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, un momento di confronto, promosso da Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, che ha riunito istituzioni, forze politiche e imprese per analizzare gli impatti economici e sociali di una misura che rischia di generare ulteriore incertezza per il Settore e per l’indotto.

Dopo i saluti introduttivi di Giangiacomo Pierini, presidente Assobibe, è intervenuto Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, con un’analisi sulle sfide economiche e sociali del Paese. In un momento di crisi geopolitica e di emergenza energetica a livello globale, "è cruciale allentare la pressione su imprese e famiglie anche eliminando Sugar e Plastic tax”, ha dichiarato Fontana.

“Da quasi sette anni viviamo sotto la spada di Damocle di una tassa mai davvero entrata in vigore, ma sempre dietro l’angolo", ha affermato Pierini. "Apprezziamo l’impegno delle forze politiche che hanno compreso la nostra battaglia e delle istituzioni che negli anni hanno scelto di rinviarla, evitando un impatto devastante sulle imprese e sulla filiera. Ma se in questi anni tutti i Governi che si sono succeduti hanno ritenuto di non far partire questa imposta, è evidente che si tratta di una misura inutile. Questa incertezza prolungata, in un contesto già segnato dall’esplosione dei costi a carico delle imprese e da una inflazione in costante aumento, ha inevitabilmente frenato la crescita: oltre 1 miliardo di investimenti che le imprese potrebbero dedicare a innovazione, nuovi impianti e occupazione per il Paese sono bloccati, con un impatto diretto sullo sviluppo di altre filiere a noi vicine. Non possiamo più permetterci ulteriori rinvii: il tempo per decidere è arrivato, non solo per il nostro Settore, ma per l’intero sistema economico del Paese e la sua attrattività. Chiediamo oggi alle Istituzioni un impegno definitivo per la cancellazione dell’inutile Sugar tax, non la sua nona proroga”. 

Nel corso di una tavola rotonda si sono confrontati sul tema esponenti istituzionali e politici, tra cui Marco Osnato, presidente della VI Commissione Finanze, Raffaele Nevi, segretario della XIII Commissione Agricoltura, e Mario Turco, membro della 6a Commissione Finanze, con un contributo di Silvia Fregolent, vicepresidente della 9a Commissione Industria e Agricoltura. I lavori sono stati arricchiti dai saluti istituzionali di Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, di Sandra Savino, sottosegretario di Stato al ministero dell’Economia e delle Finanze, e di Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute. 

“La crescita si sostiene creando condizioni di stabilità, fiducia e competitività per le imprese. La Sugar tax, la cui entrata in vigore è stata rinviata al 1° gennaio 2027, impone una valutazione attenta dei suoi effetti sull’intera filiera, sugli investimenti e sui consumatori. Credo che il tempo del rinvio debba essere utilizzato per lavorare al superamento definitivo della misura, individuando strumenti più efficaci e meno distorsivi per perseguire gli obiettivi di salute pubblica”, ha dichiarato Savino

Il Settore delle bevande analcoliche ha già dimostrato di saper affrontare il tema della riduzione degli zuccheri con strumenti concreti, senza attendere un intervento normativo. Negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende del comparto è stato ridotto del 44% , mentre le varianti senza zucchero sono cresciute a un ritmo 7,5 volte superiore rispetto alle versioni regular . Un percorso che ha trovato un ulteriore tassello lo scorso luglio, con la firma del Protocollo d’intesa tra Assobibe e il ministero della Salute, che rafforza la collaborazione tra istituzioni e imprese sul monitoraggio dei consumi, l’informazione al consumatore, l’offerta calorica e il marketing responsabile verso i più giovani. 

Sul tema è intervenuto anche Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al ministero della Salute ribadendo che: “Più che introdurre misure fiscali, è fondamentale rafforzare l’educazione sanitaria, attraverso l’informazione corretta e la promozione di scelte consapevoli nei consumi.

A confermare la fondatezza di queste preoccupazioni sono i numeri emersi dagli approfondimenti presentati durante l’incontro. L’introduzione della Sugar tax comporterebbe inoltre, un aumento della fiscalità del 28% su ogni litro prodotto, con una contrazione delle vendite secondo le stime di Nomisma, stimata al 16% nel biennio successivo alla sua entrata in vigore. Un effetto che si tradurrebbe in un taglio del fatturato del 10% e in una contrazione di attività e investimenti del 12%. A risentirne sarebbe anche l’indotto, con un calo negli acquisti di materie prime superiore a 400 milioni di euro, mentre sul fronte occupazionale sarebbero a rischio oltre 5.000 posti di lavoro. Un paradosso si registrerebbe inoltre sul fronte fiscale: a fronte del nuovo prelievo, il mancato gettito IVA legato al calo dei consumi arriverebbe a 275 milioni di euro, ridimensionando in parte l’obiettivo stesso della misura.

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EFA News - European Food Agency
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