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Giornata del bio/3. Copagri: crescono i consumi, ma non la redditività

"Bene marchio nazionale, da accompagnare con iniziative promozionali e politiche"

“Il biologico continua a rappresentare una componente strategica dell’agricoltura italiana, costituendo circa il 4% del valore complessivo dell’agroalimentare, anche se l’andamento del settore impone una riflessione, in quanto alla positiva crescita della domanda interna non corrisponde una maggiore capacità di garantire reddito e prospettive alle aziende agricole”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista in occasione della Giornata europea del biologico.

“I più recenti dati riferiti al comparto, infatti, se da un lato rilevano una crescita del 9,2% dei consumi interni, a riprova del crescente interesse dei cittadini verso le produzioni bio, dall’altro mostrano una non trascurabile riduzione delle superfici coltivate, scese a 2,37 milioni di ettari e in calo del 5,4% su base annua, nonché degli operatori del settore, che nel 2025 ammontano a poco più di 95mila, in diminuzione dell’1,8% su base annua, a fronte di oltre 85mila aziende agricole bio”, evidenzia Battista.

“Il divario tra l’andamento della domanda e quello della produzione va colmato rafforzando le filiere, sostenendo gli investimenti e assicurando agli agricoltori un adeguato riconoscimento economico per il valore ambientale e qualitativo delle produzioni biologiche”, continua il presidente, sollecitando il Masaf ad accelerare la predisposizione dei bandi ministeriali dedicati al biologico.

“Accogliamo, quindi, con favore la nascita del Marchio Biologico Italiano, gratuito e utilizzabile su base volontaria, che può rappresentare uno strumento importante per rendere immediatamente riconoscibile l’origine nazionale delle materie prime e valorizzare così il lavoro delle nostre aziende”, aggiunge Battista, informando che la Copagri ha partecipato all’odierna presentazione del marchio per il tramite di Ignazio Cirronis, presidente dell’associazione nazionale dei produttori biologici della Confederazione ANAPROBIO Italia, e portando l’esempio dell’azienda associata Casale Nibbi di Amatrice (RI).

“Perché questa opportunità produca effetti concreti, però, sarà fondamentale accompagnare il marchio con adeguate iniziative di promozione e con politiche capaci di rafforzare la competitività delle imprese, favorendo l’aggregazione dell’offerta e una più equa distribuzione del valore lungo la filiera. Il biologico italiano ha una forte identità, ma bisogna continuare a lavorare per fare in modo che questa si traduca in maggiore valore per chi lo produce”, conclude il presidente della Copagri.

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EFA News - European Food Agency
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