Basilicata: agricoltura lucana a rischio collasso
Appello presidente Copagri, Minichino: serve tavolo di crisi
“Le grandi difficoltà che sta vivendo l’agricoltura lucana, in larga parte comuni a quelle dei produttori agricoli del resto del Paese, sono diventate ormai insostenibili, tanto che sono sempre più numerose le aziende che ci chiedono e si chiedono che senso abbia continuare a seminare quando non si riesce neanche a far fronte alla ordinaria gestione imprenditoriale”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, in una accorata lettera inviata al presidente della Regione Vito Bardi e all’assessore regionale all’agricoltura Carmine Cicala.
“Le problematiche sono ampiamente note e da tempo sotto gli occhi di tutti: il caro carburante, gli aumenti indiscriminati del costo dell’energia e le ricadute a cascata sui fertilizzanti e su tutti i principali input produttivi, a partire dai prodotti necessari alla semina e alla tenuta dei campi”, spiega Minichino, ad avviso del quale “questa tempesta perfetta sta causando una impennata incontrollabile dei costi di gestione che rischia di incidere in maniera irreversibile sulla continuità produttiva del Primario della Basilicata”.
“Senza contare il fatto che in questo contesto continuano a calare i prezzi riconosciuti agli agricoltori, che in molti casi sono ormai stabilmente inferiori ai costi di produzione, tanto da aver raggiunto i livelli di ben trent’anni fa”, continua il presidente, esprimendo particolare preoccupazione per le quotazioni del grano duro, ma anche per quelle degli altri cereali e delle leguminose, che hanno subito un taglio di oltre il 50%, così come dell’ortofrutta, in particolare pomodori e uva da tavola, scesi sotto i 40 cent/kg.
“Analoghe difficoltà si registrano nel comparto zootecnico, dove il blocco delle importazioni dal Brasile non ha avuto la positiva influenza sui prezzi che ci si sarebbe potuti aspettare, e nel settore olivicolo, messo alle corde da un prezzo dell’olio che in alcuni casi è addirittura inferiore oltre il 70% ai costi di produzione”, prosegue Minichino, putando il dito, in particolare, sull’aumento del costo dei carburanti, “paradossale nella regione che detiene il più grande giacimento petrolifero d’Europa sulla terraferma”.
“Non è tollerabile continuare a produrre per sperare in un ‘pareggio di bilancio’ o di non indebitarsi ulteriormente; in gioco c’è la sovranità alimentare della Regione e del Paese intero, motivo per il quale non è più rinviabile l’immediata convocazione di un tavolo di crisi del comparto agricolo”, suggerisce il presidente della Copagri Basilicata, invitando la Regione a muoversi rapidamente in questa direzione e ad attivare tutti gli interventi previsti per questi frangenti dal Complemento per lo Sviluppo Rurale-Csr.
EFA News - European Food Agency