Regole anti-greenwashing per difendere chi produce
Lollobrigida, "nuove norme UE: più trasparenza per i cittadini e tutela per il Made in Italy reale"
"L'entrata in vigore delle nuove norme contro il greenwashing è un passaggio cruciale per difendere chi produce seriamente. La transizione ecologica si fa con la tracciabilità e il lavoro vero nelle nostre filiere. Gli agricoltori e le imprese del Made in Italy rappresentano già un'eccellenza in sostenibilità, ma hanno subito a lungo la concorrenza sleale di chi usava claim ambientali generici o autoproclamati. Mettendo fine alle comunicazioni ingannevoli, tuteliamo sia il diritto dei cittadini a un'informazione trasparente, sia il valore economico delle aziende che investono davvero nel rispetto dell'ambiente".
Lo ha detto il ministro dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, commentando l'entrata in vigore, dal 27 settembre 2026, del D.Lgs. n. 30/2026. Il provvedimento recepisce la Direttiva (UE) 2024/825 (Empowering Consumers for the Green Transition) e modifica il Codice del Consumo italiano per fermare le pratiche commerciali ingannevoli. Il Decreto legislativo dà attuazione alla direttiva europea e prevede nuove responsabilità dei produttori, di tutti i soggetti della filiera, e dei Consorzi di tutela, ed introduce pesanti sanzioni.
La nuova disciplina vieta l'uso di slogan generici come "green", "eco" o "sostenibile" se non supportati da prestazioni dimostrabili e certificazioni esterne. Stop anche alle etichette ambientali prive di controllo indipendente, al vantare come distintivi i requisiti già imposti dalla legge e ai claim di "impatto zero" o "neutralità climatica" basati solo sulla compensazione delle emissioni tramite crediti di carbonio. Anche gli obiettivi futuri dovranno essere vincolati a piani industriali misurabili e verificati da terzi. Sotto la vigilanza dell'AGCM, le aziende inadempienti rischiano sanzioni pecuniarie. Le nuove regole premiano così la trasparenza e la sostanza dei percorsi di sostenibilità reali.
"In un mercato globale in cui la reputazione vale quanto la qualità del prodotto - conclude Lollobrigida - la verità e la misurabilità diventano i nostri migliori alleati. Chi sceglie il Made in Italy deve avere la certezza assoluta di acquistare un'eccellenza del gusto e del saper fare, e allo stesso tempo un modello di sviluppo genuinamente rispettoso del territorio e delle future generazioni".
EFA News - European Food Agency