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Vino: Parlamento UE ridimensiona "proibizionismo"

Commissione Salute boccia "no safe level" ed etichette allarmistiche sulle bottiglie

Il Parlamento Europeo fa un deciso passo indietro su una norma che avrebbe condotto i 27 Paesi partner verso un'era di sostanziale proibizionismo. La Commissione Salute dell'Eurocamera ha infatti votato ha adottato un testo sull’implementazione dell’European Beating Cancer Plan (Beca) che ridimensiona fortemente l'allarmismo della versione originaria.

In primo luogo, il testo sconfessa il principio del "no safe level", per il quale non vi sarebbe alcuna quantità di alcol - nemmeno quella minima - che non possa dirsi potenzialmente rischiosa per la salute. La nuova formulazione, inoltre, ripristina la distinzione tra consumo "compulsivo" (quindi palesemente dannoso) e consumo moderato. Non saranno infine introdotti gli "health warnings" (ovvero le etichette recanti la scritta "nuoce gravemente alla salute" alla stregua dei pacchetti di sigarette9 tanto temuti dai produttori vitivinicoli.

L'esito dell'ultima votazione alla Commissione Salute dell'Europarlamento è stata accolta con favore da Lamberto Frescobaldi, presidente dell'Unione Italiana Vini (Uiv), che auspica che "l’indirizzo, anche politico, dato dall’Istituzione quattro anni fa e ribadito oggi in Commissione Sant non debba in futuro rientrare un’altra volta dalla finestra, in occasione del voto in plenaria previsto, con tutta probabilità, a ottobre.

Le richieste del Piano Beca di limitazioni al marketing e promozione negli eventi sportivi, osserva una nota di Uiv, "sono limitati alla potenziale esposizione dei minori, sull'etichettatura si insiste sui valori nutrizionali e ingredienti in un testo che come prevedibile fa sintesi tra i sacrosanti obiettivi del programma e un settore, quello degli alcolici e del vino in particolare, alle prese con una pressione senza precedenti sui mercati, con una significativa contrazione dei consumi mondiali (-11% in volume negli ultimi 4 anni) e un calo delle vendite di vino italiano all’estero, con tendenziali a valore a -3,7% nel 2025 (7,7 miliardi di euro) e -6,2% nel primo semestre 2026".

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EFA News - European Food Agency
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