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Mele e pere: raccolta 2026 stimata in crescita

Italia secondo Paese a Fruit Attraction per numero di aziende esposte


Con 322 aziende, l’Italia è il primo Paese estero presente a Fruit Attraction, alle spalle della sola Spagna. La forte presenza a Madrid riflette il peso dell’Italia nel panorama ortofrutticolo internazionale. Per la campagna 2026 la produzione italiana di mele è stimata attorno a 2,3 milioni di tonnellate, mentre quella di pere dovrebbe raggiungere circa 347 mila tonnellate, in crescita del 17% rispetto all’anno precedente. L’Italia mantiene inoltre una posizione di primo piano per kiwi e uva da tavola.

“La crescita della nostra collettiva è un segnale molto positivo”, sottolinea Paolo Bruni, presidente di Cso Italy. “Fruit Attraction ha assunto una dimensione internazionale sempre più rilevante e si colloca in un momento dell’anno particolarmente favorevole, alle porte della stagione autunno-invernale. Il primo giorno non ha deluso le aspettative in termini di affluenza e qualità dei visitatori. Non vediamo questo appuntamento in antitesi con Macfrut, che resta strategico per il sistema ortofrutticolo italiano: i due eventi possono esprimere una forte complementarità”. 

La collettiva è stata visitata dal sottosegretario al Masaf Luigi D’Eramo.Sul fronte dell’export, nel 2025 le esportazioni italiane di mele hanno superato 1,05 milioni di tonnellate, quelle di uva da tavola hanno raggiunto quasi 437 mila tonnellate e quelle di kiwi oltre 253 mila tonnellate.“Per un Paese con la capacità produttiva dell’Italia, esportare e diversificare i mercati di destinazione non è più soltanto un’opportunità: è una necessità strategica”, prosegue Bruni. “Per questo guardiamo con grande attenzione anche ai mercati extraeuropei. Fruit Attraction dedica quest’anno spazi importanti al Medio ed Estremo Oriente, aree che presentano enormi potenzialità. Essere presenti significa costruire oggi le opportunità di domani”.La presenza a Madrid si inserisce nella più ampia attività di Cso Italy per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese, anche attraverso i progetti europei Berry Swing, dedicato alla promozione di fragole e piccoli frutti, ed European Nature’s Vibe, rivolto ai mercati di Vietnam, Malesia, Taiwan e Corea del Sud.

“Madrid ci restituisce l’immagine di un’ortofrutta italiana che, pur dovendo affrontare moltissime criticità, è tutt’altro che ferma”, afferma Elisa Macchi, direttore di Cso Italy. “Si percepiscono una grande dinamicità e una forte spinta verso nuovi prodotti, nuove varietà, marchi, tecniche produttive e opportunità commerciali”.

Sul fronte dell’accesso ai mercati, lo scorso luglio è arrivato un risultato particolarmente atteso: l’apertura del Vietnam al kiwi italiano, dossier seguito da Cso Italy fin dall’inizio.Positivo, sottolinea Cso Italy anche il segnale arrivato dal Consiglio dell’Unione europea nell’ambito del pacchetto di semplificazione “Omnibus X”, che apre a una maggiore armonizzazione europea delle autorizzazioni dei prodotti fitosanitari. “È un primo passo importante verso condizioni più omogenee per le imprese agricole che operano nello stesso mercato europeo”, conclude Macchi.

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EFA News - European Food Agency
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