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CLARA MOSCHINI

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Il Roero guarda avanti

Il 21 ottobre, ad Alba, Robert Jhonson presenta le sfide del Cibo 2050

Come sarà il mondo del cibo nel 2050? Quali trasformazioni attendono l'agricoltura, l'industria alimentare, la distribuzione e la ristorazione? E soprattutto, quali conoscenze e competenze serviranno agli imprenditori per affrontare un futuro che si sta già delineando? In un settore nel quale il cambiamento climatico, l'intelligenza artificiale, l'evoluzione dei consumi e la crescente competizione internazionale stanno modificando modelli produttivi e commerciali, fermarsi a riflettere, aggiornarsi e confrontarsi con visioni ed esperienze internazionali diventa un investimento fondamentale per il futuro delle imprese.

È con questo obiettivo che il Distretto del Cibo del Roero organizza “Cibo 2050: dal Roero al mondo, le sfide che ci attendono”, la conferenza in programma mercoledì 21 ottobre 2026, alle ore 20.30, al teatro “Giorgio Busca” di Alba, nell'ambito della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba.

Protagonista dell'incontro sarà Robert Jhonson, speaker e consulente internazionale sui temi del cambiamento, dell'innovazione, della sostenibilità e della crescita organizzativa, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra gli scenari destinati a trasformare il sistema agroalimentare nei prossimi decenni. 

"Il rischio più grande non è il cambiamento, ma farsi trovare impreparati - anticipa Robert Jhonson - Il mondo del cibo sta attraversando una trasformazione profonda: cambiano il clima, le risorse disponibili, le tecnologie, i consumi e persino il nostro modo di vivere. Non dobbiamo chiederci soltanto come sarà l'agricoltura nel 2050, ma quali decisioni dobbiamo prendere oggi per essere protagonisti di quel futuro. Ogni innovazione nasce per rispondere a un'esigenza, ma finisce per trasformare interi sistemi economici e sociali. Pensiamo a quanto sono cambiate le nostre abitudini, dal negozio all'e-commerce, dalla cucina domestica alla consegna a domicilio. Il settore agroalimentare non fa eccezione. Con “Cibo 2050” proveremo a guardare oltre il presente, per comprendere quali valori conservare, quali modelli ripensare e quali nuove opportunità avere il coraggio di immaginare".

A confermare l'importanza della formazione e dell'innovazione sono anche i dati Istat secondo cui solo il 12% delle aziende agricole italiane ha introdotto innovazioni produttive o gestionali negli ultimi cinque anni. La propensione a innovare risulta inoltre molto diversa in funzione delle dimensioni aziendali: riguarda il 7,9% delle imprese fino a 10 ettari e il 34,6% di quelle con oltre 50 ettari.

"Il Roero - sottolinea Silvio Artusio Comba, presidente del Distretto del Cibo del Roero - possiede un patrimonio agroalimentare straordinario, ma la qualità del prodotto, da sola, non può esimerci dal comprendere ciò che sta accadendo intorno a noi. Clima, mercati, tecnologia e consumi stanno cambiando rapidamente e anche le piccole imprese devono poter disporre degli strumenti necessari per leggere questi fenomeni".

red - 63609

EFA News - European Food Agency
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