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Torna "Un mare di Svizzera"

La 9a edizione del forum ticinese sulla logistica europea

L’Europa si deve svegliare. Il grido arriva dalla nona edizione di "Un mare di Svizzera", il forum internazionale che vanta ormai una presenza consolidata a Lugano per fare il punto sulla logistica. In Italia ciò significa porsi l'obiettivo di investire su sistemi logistici con scelte infrastrutturali coordinate e condivide dall’industria manufatturiera. Di questi sistemi, che coinvolgono gestori autostradali, aziende ferroviarie, retroporti, magazzini merce, centri logistici, i porti sono la punta di diamante, ma da soli fanno poca strada. E ciò accade, come affermato il viceministro alle Infratrutture e trasporti Edoardo Rixi, "in un momento di grande trasformazione e crescita (ben superiore a quella del PIL italiano) dei mercati mondiali che orienta la logistica verso il Sud Africa, Sud-est asiatico, Sud America"

Fabio Regazzi, membro del Consiglio degli Stati della Confederazione Elvetica, ha evidenziato le criticità, strutturali e ideologiche. Criticità che vanno azzerate se si vuole difendere la competitività del sistema economico europeo. Il messaggio forte e chiaro è arrivato dal presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (che comprende Genova e Savona), Matteo Paroli che, in apertura di convegnp, ha comunicato un’inversione del trend negativo nei traffici (container ma anche di energia), annunciando grandi aspettative legate a un intero sistema logistico su cui peserà non solo l’entrata in servizio della nuova diga di Genova, ma anche i massicci investimenti (in primis il Terzo Valico che entrerà in servizio nel 2028.

Fiducia in arrivo anche dagli operatori come Gruppo Messina, Hapag-Lloyd e Cma-Cgm. Alla precisa domanda: il sistema portuale di Genova potrà raggiungere il traguardo dei 5 milioni di TEU, la risposta di Juan Pablo Richards, Senior Managing Director Sud Europa di Hapag-Lloyd, è stata netta: si.Ma tutto dipenderà dalla capacità di attivare un sistema logistico complessivo che, come sottolineato dal presidente di Slala, Cesare Rossini, dovrà superare il concetto di rottura di carico e fare un salto culturale pensando ai retroporti (in primis Rivalta e Alessandria) come un prolungamento del porto.

Organizzato da LILF, Lugano International Logistics Forum, “Un mare di Svizzera 9” ha affrontato nella sua prima sessione, il tema di una doppia crisi, i cui esiti saranno tutti da scrivere nei prossimi mesi. Da un lato, una crisi del sistema logistico nord europeo, in particolare tedesco (il caso della ridotta navigabilità del Reno e del mancato collegamento delle ferrovie tedesche con AlpTransit); dall’altro il potenziale recupero di centralità del Mediterraneo e dei suoi porti (Genova da tempo lancia questo suo messaggio alla Svizzera), centralità condizionata dalla situazione geopolitica in Medio Oriente.E a Nord? Il presidente della Camera di Commercio ticinese, Andrea Gehri, ha enunciato quali sono le necessità del cliente svizzero che rifiuta il ruolo di terra di transito.

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EFA News - European Food Agency
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