Gruppo Berti acquisisce Vicentini Carni e punta a 500 mln euro fatturato
Azienda veronese prosegue nel suo percorso di filiera integrata e rinforza le sue divisioni
Grandi manovre nell’agroalimentare veneto. Il Gruppo Berti procede nel processo di integrazione della propria filiera attraverso l’acquisizione del 100% di Vicentini Carni, azienda con sede a Salizzole (VR) specializzata nella lavorazione delle carni bovine e nella trasformazione di sementi in mangimi. Berti debutta così nella macellazione bovina, rilevando un gruppo che tratta 48.000 capi all’anno e dà lavoro a 30 dipendenti.
Vicentini Carni ha concluso l’accordo al culmine di una transizione aziendale, seguita alla morte del titolare Carlo Vicentini, avvenuta lo scorso agosto all’età di 65 anni. Attualmente Vicentini Carni gestisce direttamente 14 aziende agricole di proprietà, godendo della partnership di 65 allevamenti.
Da parte sua, il Gruppo Berti, organizzato in quattro divisioni (agricoltura, cereali, mangimi e carni), dopo l’acquisizione di Vicentini, punta a passare da 350 milioni di euro di fatturato a 500 milioni. “Con questa operazione estendiamo ulteriormente il controllo di filiera, dal mangime fino all’animale macellato, e puntiamo ad arrivare a lavorare circa 1.500 capi bovini a settimana”, spiega Denis Berti, amministratore delegato del gruppo omonimo.
“In proiezione, potremo contare su una base ampia, fra allevamenti gestiti direttamente e in soccida, creando valore condiviso per il territorio e favorendo un percorso di economia circolare, attento alla sostenibilità. Vogliamo perseguire un progetto di filiera integrata e arrivare ai grossisti, ai commercianti, alla grande e piccola distribuzione con un prodotto certificato in ogni passaggio”, conclude Berti.
Obiettivo del Gruppo Berti è inserirsi nel percorso avviato dal decreto Coltivaitalia, che mette a disposizione 300 milioni di euro per sostenere la linea vacca-vitello e rendere più indipendente la produzione Made in Italy di carne bovina.
EFA News - European Food Agency