Rabbia in cucina
A Lione vandalizzata la statua del mitico chef Paul Bocuse: indignato il figlio Jerome
Su un muro di Genova campeggia una scritta dal sapore premonitore: "rabbia in cucina". È li da un po' e adesso è diventata improvvisamente piu che attuale. Almeno da sabato scorso quando a Lione, in Francia, la statua di Paul Bocuse è stata trascinata e danneggiata in strada durante gli scontri del 17 ottobre scoppiati a margine di una mobilitazione contro il caro vita e per il miglioramento dei servizi pubblici.
Alcuni gruppi di casseurs hanno fatto irruzione nell’ufficio del turismo di place Bellecour e appiccato un incendio, mentre la scultura veniva trascinata all’esterno. La sera stessa, Jérôme Bocuse, il figlio del celebre chef, ha affidato a una lettera aperta la propria indignazione, ricordando ciò che il padre ha rappresentato per la Francia e per la sua gastronomia. Dopo aver visto le immagini della statua del padre trascinata fuori dal padiglione dell’ufficio del turismo di Lione e gettata in strada ha detto: "questa sera sono arrabbiato. Profondamente arrabbiato. E disgustato".
La scultura di Paul Bocuse era stata inaugurata nel 2016, in occasione dei cinquant’anni delle tre stelle Michelin conquistate dallo chef. Realizzata da Thierry Portier, era nata su iniziativa del direttore di OnlyLyon Tourisme, Jean-Michel Daclin, per celebrare il legame tra la città e Bocuse, il cuoco del secolo che ha portato la cucina francese nel mondo
Per comprendere appieno la questione è bene ricordare il ruolo che Paul Bocuse ha avuto nella gastronomia francese. Come riporta una breve biografia targata Gambero Rosso, Bocuse è nato nel 1926 a Collonges-au-Mont-d’Or, alle porte di Lione: soprattutto, è stato uno dei cuochi più influenti del Novecento, capace di trasformare la figura dello chef in un protagonista della cultura popolare, oltre che della ristorazione d’eccellenza. Il suo ristorante, l’Auberge du Pont de Collonges, conquistò la terza stella Michelin nel 1965 e la mantenne per oltre cinquant’anni, fino al 2020. Un risultato eccezionale, che contribuì a consolidare la reputazione internazionale di Bocuse e a fare del suo nome uno dei più riconoscibili della cucina francese. Nel 1987 fondò il Bocuse d’Or, competizione internazionale diventata uno degli appuntamenti più importanti per i cuochi di tutto il mondo. Nel 1989 la guida Gault & Millau lo consacrò Cuisinier du siècle, cuoco del secolo.
Bocuse fu anche un grande ambasciatore della sua città: a Lione il suo nome è legato non soltanto al ristorante di famiglia, ma anche alle brasserie che portano la sua firma e alle Halles de Lyon Paul Bocuse, il celebre mercato coperto dedicato alle eccellenze gastronomiche. La sua immagine, con la toque bianca e il colletto tricolore, è diventata una rappresentazione immediatamente riconoscibile della tradizione culinaria francese. Ecco, la scultura danneggiata durante gli scontri di sabato scorso celebrava proprio il legame tra Monsieur Paul, come veniva chiamato affettuosamente, e Lione, la città in cui aveva costruito una parte fondamentale della propria storia professionale.
Il figlio Jerome, dicevamo, ha scritto una lettera durissima. "Mio padre, figlio di un cuoco, ha iniziato dal gradino più basso della cucina. Ha lavorato tutta la vita, sette giorni su sette, per far brillare la Francia. Ha formato migliaia di chef e sostenuto centinaia di famiglie. Nella lettera trova spazio anche la vergogna per quanto accaduto. "Una statua si può riparare - scrive Jérôme - ma la vergogna che provo questa sera per questo Paese che amo non se ne andrà presto".
EFA News - European Food Agency