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Bresaola/2. Assica: bene avvio filiera carne italiana

"Passo atteso, serviranno almeno tre anni e i volumi annunciati non copriranno l’intero fabbisogno"

Assica, l’Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi, e il Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina accolgono con favore l’annuncio di Coldiretti relativo all’avvio di una filiera della carne italiana per il circuito di produzioni quali la bresaola e la carne salada (vedi articolo EFA News). Un’iniziativa attesa da tempo dal comparto, che rappresenta un’opportunità per rafforzare la disponibilità di materia prima nazionale in una fase in cui il suo reperimento costituisce una delle principali sfide per le imprese della trasformazione.

Il progetto rappresenta un segnale positivo per il settore, ma richiederà tempi di sviluppo significativi: l’entrata a regime è prevista tra almeno tre anni e i quantitativi annunciati non saranno sufficienti a soddisfare l’intero fabbisogno. La carne importata continuerà quindi a svolgere un ruolo importante nell’approvvigionamento delle imprese, chiamate a selezionare materie prime adeguate alle specifiche esigenze delle diverse produzioni.

“La nascita di una filiera bovina della carne italiana è un obiettivo che il comparto attende da circa dieci anni e che accogliamo con grande favore. Perché questa opportunità si traduca in un risultato concreto per le imprese della trasformazione, sarà però necessario sviluppare una capacità produttiva adeguata alle esigenze dell’industria, sia in termini di volumi sia di continuità delle forniture. Il nostro sistema produttivo si fonda sulla capacità di trasformare e valorizzare la materia prima, grazie a tradizioni centenarie, grandi competenze e tecnologie eccelse che rendono le carni e i salumi italiani i più apprezzati sui mercati internazionali. Rafforzare la filiera nazionale è importante, così come preservare le condizioni che consentono alle aziende di operare in modo competitivo”, dichiara Lorenzo Beretta, presidente di Assica.

“Siamo soddisfatti per questo accordo, che rappresenta un segnale positivo per il futuro della filiera italiana. Per il comparto della Bresaola della Valtellina Igp, tuttavia, è importante guardare anche ai quantitativi: le circa 5.000 tonnellate previste sono ancora distanti dalle 34.000 tonnellate che lavoriamo ogni anno e corrispondono a circa il 15% del nostro fabbisogno attuale. Se avessimo a disposizione carne italiana con le caratteristiche adatte alla produzione di bresaola, saremmo pronti ad acquistarla. La selezione della materia prima deve però rispondere a requisiti precisi, indispensabili per ottenere il prodotto che i consumatori conoscono e apprezzano. Il valore della Bresaola della Valtellina Igp risiede anche nella capacità di trasformare la carne attraverso competenze e saperi consolidati e garantiti dal Disciplinare di produzione, che costituiscono un elemento distintivo della nostra produzione”, afferma Mario Moro, presidente del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina Igp.

red - 63787

EFA News - European Food Agency
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