Osservatorio Confimprese, famiglie non spendono più
Consumi in calo, e la ristorazione va ancora peggio della media
Il dato di settembre a -0,3% a valore rilevato dall’Osservatorio mensile sui consumi Confimprese-Jakala conferma una tendenza che osserviamo da mesi: i consumi non arretrano per mancanza di domanda, ma per un crescente atteggiamento di prudenza delle famiglie. Tuttavia, il dato complessivo del mercato, sostanzialmente stabile, racconta un consumatore che non ha smesso di spendere, ma che programma gli acquisti con maggiore attenzione e sceglie con cura dove e quando farli. La crescita dei centri commerciali va letta proprio in questa chiave: convenienza, assortimento e ottimizzazione del tempo diventano elementi sempre più decisivi nelle scelte di consumo. Siamo di fronte a una trasformazione dei comportamenti d’acquisto, in cui il fattore prezzo torna a essere determinante e la fiducia resta l’elemento decisivo per sostenere la domanda interna.
“I dati del nostro osservatorio”, dichiara Mario Resca, presidente Confimprese, “fotografano un consumatore che ha riaperto il portafoglio solo a metà. Non è in ritirata, è in attesa. Settembre mostra come il clima e l’incertezza possano spostare in poche settimane interi flussi di spesa da un settore all’altro. La domanda c'è, ma è diventata più selettiva, meno prevedibile e molto più sensibile al contesto rispetto al passato. Oggi non manca la voglia di consumare: manca la fiducia necessaria per trasformare l’intenzione di acquisto in spesa stabile. È questo il principale freno alla ripartenza del mercato interno”.
Sul fronte dei comparti merceologici, siamo di fronte a consumi a geometria variabile. Abbigliamento-accessori, che ha alle spalle mesi con una discreta tenuta, registra un -7,1% che evidenzia come oggi il fattore climatico incida direttamente sui consumi. Con temperature ancora estive, molti acquisti legati al cambio di stagione sono stati rinviati, penalizzando soprattutto l’abbigliamento.
La ristorazione a -2% segnala una prudenza di fondo. Il consumo fuori casa continua a rappresentare una componente della spesa, ma la maggiore attenzione al budget porta i consumatori a contenere lo scontrino medio e a privilegiare formule più convenienti. La domanda resta dunque presente, ma viene esercitata con criteri di maggiore convenienza. In generale entrambi i settori hanno sofferto il calo di consumatori dovuto al caldo, non è un caso che i centri commerciali soffrano meno essendo meglio preparati ad accogliere i clienti.
Altro retail (cura persona, ottica, elettronica, telefonia, casa-arredo, servizi ed entertainment) a +6,9% mostra un dato decisamente positivo a dimostrazione che la propensione alla spesa esiste ancora e si orienta verso categorie percepite come più utili, funzionali o immediatamente gratificanti.
La selettività del consumatore emerge anche dall’analisi dei canali di vendita. I centri commerciali si portano a +2,0%, confermando che i consumatori sono alla ricerca di contesti capaci di offrire convenienza, confronto e promozioni. In territorio negativo sia i negozi di prossimità a -1,5% sia le high street a -1,0%.
EFA News - European Food Agency