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Aceto balsamico, blitz dei Nas

Sequestrati milioni di litri non conformi. Coinvolte la Acetum, Acetifici Italiani e Acetaia Dodi. Le aziende si dichiarano parte lesa

Da Lecce fino a Modena per una indagine investigativa che riguarda l’utilizzo fraudolento di uva da tavola trasformata in mosto per la produzione di prodotti Igp. I Carabinieri dei Nas hanno eseguito 21 decreti di perquisizione disposti dalla Procura di Foggia presso alcuni stabilimenti di trasformazione e commercializzazione tra le regioni Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Campania e Lazio. Il sequestro ha riguardato la Acetum di Cavezzo, Acetifici Italiani De Nigris di Santa Croce di Carpi, e l'Acetaia Dodi di Albinea, che si dichiarano parte lesa.

La Acetifici Italiani presieduta da Armando De Nigris, in una nota ha precisato: “così come altre aziende del territorio che producono Aceto Balsamico di Modena nella provincia stiamo collaborando in queste ore con la Polizia giudiziaria e con la Procura di Foggia nell’individuazione di fonti di prova nell’ambito di un procedimento penale che riguarda esclusivamente soggetti pugliesi nella commercializzazione di mosto d’uva destinato alla produzione di Aceto Balsamico di Modena IGP". Secondo quanto riportato dalla stampa locale, il sequestro presso la Acetifici Italiani avrebbe riguardato 8 milioni di litri di prodotto, ma l'azienda non conferma il dato.

Anche la Acetum si difende. L'ad Marco Bombarda, in una intervista al Resto del Carlino, ha detto che "i controlli sono già ai massimi livelli, ma dopo quanto accaduto andranno intensificati. Siamo tutti vittime e parte lesa in questa frode". Acetum è il maggiore produttore italiano, anche se dal 2017 è controllato dal gruppo inglese Associated British Foods.

Giovanni Francia, presidente dell'Acetaia Dodi, ha specificato che "da noi i controlli si sono soffermati su nemmeno 18mila litri di aceto balsamico. Verranno fatte tutte le verifiche del caso, anche se si tratta di una quantità molto bassa di prodotto. Noi siamo parte lesa in questo procedimento".

Durante l'operazione denominata "Global Wine",  è stato accertato che uno stabilimento del foggiano, grazie all’opera di aziende intermediarie e di trasporti, commercializzava migliaia di quintali di mosto facendo uso di documenti di trasporto dei prodotti vitivinicoli attestanti falsamente la qualità del prodotto e la provenienza del mosto da uve da vino Trebbiano e Sangiovese idonee alla produzione di Aceto Balsamico Modena, mentre in realtà si trattava di mosto di dubbia origine e provenienza e/o ricavato da uve da mensa. I medesimi documenti indicavano, altresì, un luogo di carico diverso da quello effettivo, corrispondente alle sedi di compiacenti stabilimenti di trasformazione di uve da tavola del sud-est barese. La contraffazione del prodotto veniva, quindi, completata presso un’azienda salentina la quale, a sua volta, dopo ulteriori operazioni di sofisticazione, lo rimetteva in commercio destinandolo ad aziende acetaie al momento estranee all’illecita attività.

Al termine delle operazioni sono state sequestrati complessivamente 91.000 quintali di mosti e prodotti vinosi per un valore di circa 15 milioni di euro, 15 mila euro in contanti e copiosa documentazione commerciale utile al prosieguo delle indagini.

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