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Investitori italiani spostano l'interesse dalla Cina al Vietnam

Complici un mercato cinese "saturo", la guerra dei dazi con gli Usa, e la prossima firma dell'Evfta Vietnam-Ue

Sembra che molte aziende italiane stiano prendendo in considerazione l'ipotesi di spostare la loro attività dalla Cina al Vietnam, alla luce dell'accordo commerciale Evfta che presto sarà firmato con l'Europa,  e delle ripercussioni provocate dalla guerra dei dazi fra tra Stati Uniti e Cina. Lo spostamento dell'outsourcing e degli impianti di produzione in Vietnam, o nuovi investimenti regionali servirebbero a queste aziende come  gateway verso i mercati del sud-est asiatico. 

L'Italia è il quarto più grande partner economico europeo del Vietnam, scrive oggi Ice,  e si posiziona al 31° posto tra 126 investitori stranieri nel Paese con 389 milioni di dollari. Il commercio bilaterale ha raggiunto i 5,2 miliardi di dollari americani nei primi 11 mesi del 2018. Oltre all'accordo di libero scambio Ue-Vietnam (Evfta), e alla guerra commerciale Usa-Cina, il mercato cinese da un decennio sembra giunto a un punto di saturazione e le imprese hanno incontrato molti problemi legati ai copyright e a paletti legali. Per contro, il Vietnam, oltre alla convenienza legata al  basso costo del lavoro, sta adottando misure per creare altri vantaggi competitivi in diversi settori fra i quali anche l'alta tecnologia. Tuttavia alcuni investitori italiani sono ancora riluttanti ad operare in Vietnam visti alcuni problemi ancora esistenti con le industrie di supporto. L'Evfta, che dovrebbe ricevere a breve appunto l'approvazione del Parlamento europeo una volta entrato in vigore  andrebbe a beneficio delle imprese italiane, scrive ancora Ice da Ho Chi Minh.

CTim - 6946

EFA News - European Food Agency
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