Granarolo cresce grazie ad acquisizioni ed export
Fatturato 2018 oltre 1,3 mld di euro, boom dell'utile netto a 16,7 mln (+60%)
Granarolo cresce nel 2018 soprattutto grazie all'estero. Il gruppo ha realizzato ricavi consolidati per 1,302 miliardi di euro, in aumento del 2,3% rispetto al 2017, ma sarebbe un -2% a perimetro costante senza l'apporto dell'acquisizione dell'inglese Midland Food Group. Tale calo, spiega la società "è dovuta principalmente a un fenomeno deflattivo sui prezzi di vendita per la diminuzione di costo delle materie prime".
L'estero risulta ora pari al 32% del totale, in crescita del 2,3% (in particolare in Unione Europea si registra una percentuale di vendite aumentata del 20%). L’internazionalizzazione del Gruppo consente la valorizzazione del latte di filiera compensando in parte il contesto italiano di mercato che registra pesanti cali in volume e valore.
L’Ebitda del Gruppo si è attestato a 76,1 milioni di euro, pari al 5,8% dei ricavi, in aumento rispetto al 2017 di 6,0 milioni di euro (+8,4%). L’Ebit si attesta a 36,4 milioni, pari al 2,8% dei ricavi di vendita, in aumento di 7,3 milioni rispetto all’esercizio precedente, e Il risultato netto dell’esercizio registra un utile record pari a 16,7 milioni (+60%).
Secondo la società "i margini registrano un incremento principalmente generato dall’attuazione del nuovo piano strategico, orientato verso un’innovazione di prodotto sempre più spinta, un rinnovato focus sui processi industriali teso alla riduzione dei costi, allo sviluppo delle vendite internazionali e al coordinamento delle strategie industriali verso la filiera a monte".
La Posizione Finanziaria Netta 2018 risulta pari a 46,0 milioni, in incremento di 8,9 milioni per effetto soprattutto dell'acquisizione Midland Foods. Il cda ha deciso di proporre all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di € 12,5 milioni, pari a € 0,16 per ciascuna azione.
Soddisfatto Gianpiero Calzolari, Presidente di Granarolo. “Filiera, Innovazione, Internazionalizzazione, ed Efficientamento sono le quattro le parole d’ordine del piano che abbiamo approntato per affrontare un momento di veloci e grandi cambiamenti di mercato, che offrono però anche grandi opportunità per aziende dinamiche", ha detto Calzolari. "Il nuovo Direttore Generale Filippo Marchi e un board coeso, che ringrazio, ha riportato al centro la nostra icona, il latte, insieme alla filiera più grande d’Italia, l’unica che possa contare 700 stalle certificate sul benessere animale. La potenzialità produttiva italiana ha abbondantemente superato i 12 miliardi di tonnellate di latte nel 2018, circa un 10% in più della produzione confrontata con quanto producevamo in regime di quote latte. In questo momento le quantità di latte prodotte sono ridotte dalle anomale condizioni meteo ma la dinamica degli investimenti in atto fa presagire che la produzione dovrebbe crescere significativamente e desideriamo contribuire a far sì che questo avvenga in maniera equilibrata e rispettosa del territorio e dell’ambiente. Ci stiamo attrezzando rendendo veri protagonisti i nostri soci allevatori, non solamente attraverso uno spot pubblicitario. La crescita - ha concluso Calzolari - lascia intravedere per il prossimo futuro nuovi scenari sia sul fronte nazionale in chiave innovazione, sia sul fronte internazionale, dove la richiesta di prodotti lattiero caseari italiani è in aumento (penso ai paesi dell’Asia e all’America, oltre ai paesi europei dove stiamo iniziando a rappresentare qualcosa di importante per il nostro Paese)”.
EFA News - European Food Agency