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Interrogazione e risposta su vini italiani e fascette contrassegno di Stato

Soluzione "in via di ultimazione all'interno del Testo unico del vino"

Presentata dall'onorevole Raffaele Nevi (FI)

"Al ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

Per sapere, premesso che:

il comparto del vino riveste una crescente importanza nell'ambito del settore agroalimentare nazionale. Un modello di tracciatura, che consenta di seguire il percorso di ciascuna bottiglia dal produttore sino al più remoto dei rivenditori è il principale indicatore della affidabilità del produttore e della qualità del prodotto;

in tale ottica, l'articolo 48 della legge n. 238 del 2016 di riforma del settore del vino, prevede, al comma 6 che i vini docg e doc devono essere immessi al consumo in bottiglia muniti di uno speciale contrassegno stampato dal Poligrafico dello Stato o da tipografie autorizzate, applicato in modo da impedirne il riutilizzo e fornito di un'indicazione di serie e di un numero di identificazione; il citato articolo prevede, al comma 8, che i consorzi di tutela o le regioni possono avvalersi di un sistema telematico di controllo e tracciabilità alternativo a quello del comma 6 dotato degli elementi necessari a garantire la sicurezza del prodotto;

il comma 9 demanda ad un decreto del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo l'attuazione di queste disposizioni. Nel novembre del 2017 tale decreto era in corso di redazione, ma, da informazioni anche recentemente assunte, di tale atto si è persa traccia. L'Unione italiana vini (Uiv) ha richiesto, al fine di ridurre i costi della filiera, l'adozione dei citati sistemi alternativi di tracciabilità;

nelle more dell'emanazione, il Poligrafico dello Stato, continua a produrre in esclusiva le fascette –pur non essendo queste carte valori, ai sensi della precedente normativa (decreto del ministero delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo del 19 aprile 2011) e ha presentato un proprio modello di tracciatura con la app 'Trust your Wineche legge le fascette oggi in uso, che sono state più volte oggetto di falsificazione-:

se non ritenga opportuna la sollecita emanazione del decreto di cui al comma 9 dell'articolo 48 della legge n. 238 del 2016, aprendo il mercato al fine di ridurre i costi e prevedendo, in tale ambito, rigorosi disciplinari, che assicurino la realizzazione di contrassegni (fascette o altro tipo di etichettatura) con le caratteristiche di unicità, univocità ed irripetibilità, al fine di rafforzare la fiducia che i consumatori nazionali ed internazionali hanno rispetto al vino italiano". (5-01723)

"Atto Camera

Risposta scritta pubblicata giovedì 21 marzo 2019

nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)

5-01723

La legge n. 238 del 2016 di riforma del settore del vino rivede, aggiorna e razionalizza la normativa nazionale vigente nel settore, al fine di rispondere all'esigenza di semplificazione burocratica per quanto concerne, tra l'altro, la produzione, la commercializzazione ed i controlli del sistema vitivinicolo.
Il testo unico del vino ha apportato numerose innovazioni richieste dal mondo produttivo di semplificazione e di revisione delle norme.
L'attuazione del testo unico del vino necessita di una serie di decreti attuativi per rendere operative le norme.
In particolare era stata prevista l'emanazione di 36 decreti attuativi, ridotta poi a 28 a seguito di accorpamenti di materie. Un lavoro poderoso di revisione normativa e di consultazione delle parti.
Rispetto a tale lavoro segnalo che sono in via di ultimazione i rimanenti 7 decreti attuativi, tra cui il tema segnalato dall'interrogante.
È interesse del ministero portare a termine, in tempi brevi, la riforma avviata al fine di rispondere, da un lato, all'esigenza del consumatore di poter disporre di un sistema di informazione autentico e non alterabile e, dall'altro alla necessità di garantire l'affidabilità del prodotto, anche a tutela degli stessi produttori.
La crescita delle nostre esportazioni in campo agricolo e alimentare, pretende ogni sforzo di investimento sull'eccellenza, la tipicità e l'autenticità delle nostre produzioni, tra le quali si colloca –a fortissima vocazione export– il vino, di cui siamo primo produttore mondiale.
Su questo posso rassicurare l'interrogante sull'estrema attenzione che questo ministero pone alla valorizzazione e tutela del Made in Italy e l'impegno a concludere il corposo processo di revisione normativa introdotto con il Testo unico del vino".

red - 7014

EFA News - European Food Agency
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