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CLARA MOSCHINI

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Interrogazione sull'impatto della siccità

Richiesti interventi concreti da parte del Mipaaft

Presentata dal senatore Enrico Aimi (FI)

"Al ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo. 

Premesso che:

la siccità che da circa cinque mesi sta interessando la bassa modenese, e non solo, sta fortemente penalizzando il settore agricolo. In particolare, nella zona, dove si concentrano le migliori coltivazioni di pere dell'Emilia Romagna, alcuni agricoltori hanno lanciato il loro grido di allarme a mezzo stampa;

la siccità, infatti, mette a rischio le semine primaverili, quelle autunnali dei cereali e delle colture arboree. Gli agricoltori contano sull'erogazione delle acque del Burana attraverso il relativo consorzio che, già nel 2017, salvò di fatto la produzione;

anche nel reggiano Coldiretti ha segnalato che la portata del fiume Po è di 554 metri cubi al secondo, meno rispetto al periodo di agosto 2018, quando la portata media era di 679. Anche le riserve del terreno sono risultate compromesse con un inverno che ha visto cadere il 40 per cento di acqua in meno rispetto alla media stagionale. Nel reggiano, in particolare, il rischio è per le semine primaverili di granoturco, barbabietole, riso e pomodoro;

a Pontelagoscuro (Ferrara), invece, la media storica è di circa 1533 metri cubi al secondo ed il minimo di 698, ma lo scorso 28 marzo la portata è scesa al di sotto con soli 634 metri cubi al secondo. Nello stesso giorno, a Piacenza, la portata media che di solito è intorno ai 930 metri cubi al secondo è scesa a 300, ben al di sotto del minimo storico che è di 375;

altri fiumi, come l'Enza, al confine tra Parma e Reggio Emilia, sono in condizioni di secca con una portata media che dovrebbe solitamente attestarsi intorno ai 17,3 metri cubi al secondo e che invece a fine marzo è arrivata a 0,07;

secondo la Coldiretti regionale, la situazione è grave almeno al pari di quella del 2017, uno degli anni più neri del secolo in fatto di siccità, che provocò ingentissimi danni all'agricoltura stimati in 2 miliardi di Euro;

oltre alla siccità, resta il problema di una crisi strutturale del mercato agricolo e ortofrutticolo con prezzi molto al di sotto dei costi di produzione che, per gli agricoltori, sono di appena 0,65 Euro al chilo;

altra criticità segnalata è quella del ritardo nell'erogazione dei risarcimenti dei danni come quelli provocati dalla siccità nel 2017; le richieste sono state istruite ma ancora nessun sostegno concreto risulta essere arrivato agli agricoltori;

resta la piaga del batterio 'valsa' che sta mettendo in serio pericolo i frutteti,

si chiede di sapere:

se il ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se intenda dichiarare lo stato di crisi del settore frutticolo e con quali tempistiche;

quali iniziative intenda assumere per garantire agli agricoltori un'equa remunerazione della produzione;

in relazione agli aiuti per i danni da siccità del 2017, con quali tempistiche preveda che i suddetti aiuti saranno erogati;

se intenda varare politiche di contingentamento della produzione e attivare contributi per gli espianti dei frutteti obsoleti e senza diritto di reimpianto;

quali iniziative intenda assumere per la defiscalizzazione degli oneri sociali per la manodopera;

se intenda assumere iniziative al fine di promuovere, a livello europeo, l'armonizzazione delle normative fitosanitarie". (4-01509)

red - 7241

EFA News - European Food Agency
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