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CLARA MOSCHINI

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Peste suina in Sardegna: ecco come l'Italia perde i fondi europei

Commissione UE: "il mancato utilizzo di risorse ha impedito di compiere progressi nell'eradicazione della malattia"

Risposta del Commissario Katainen a un'interrogazione dell'on. Ignazio Corrao.

Risposta del vicepresidente Jyrki Katainen a nome della Commissione europea (16.4.2019).

L'Italia ha presentato alla Commissione programmi annuali per l'eradicazione della peste suina africana (PSA) per gli anni 2012-2017. Fino al 2015 questi programmi sono stati approvati con la conseguente assegnazione di fondi dell'UE. I programmi per il 2016 e il 2017 non sono stati approvati in quanto varie questioni chiave non erano state affrontate in modo adeguato dalle autorità competenti e ciò ha impedito di compiere progressi nell'eradicazione della malattia. Dal 2017 l'Italia non ha presentato ulteriori richieste di sostegno finanziario destinato a programmi di eradicazione della PSA. È attesa la presentazione di un nuovo programma per ottenere finanziamenti UE nel 2019 (con attuazione prevista nel 2020).

La decisione di esecuzione 2014/709/EU1 prevede misure specifiche di attenuazione dei rischi per affrontare la presenza della PSA nell'UE. La regione Sardegna figura effettivamente nell'elenco di cui all'allegato, parte IV, di tale decisione. Metodi specifici per l'inattivazione del virus della PSA nelle carni suine ottenute mediante salatura sono previsti dalla direttiva del Consiglio 2002/99/CE2.

La domanda posta dall'onorevole deputato si riferisce ai divieti illustrati agli articoli 2 e 11 della decisione di cui sopra. Gli Stati membri interessati possono autorizzare deroghe sulla base degli articoli 6, 11 e 13 della decisione senza presentare una richiesta formale alla Commissione.


Di seguito l'interrogazione con richiesta di risposta scritta alla Commissione dell'on. Ignazio Corrao (EFDD) del 27/2/2019.

Oggetto: Informazioni sulla peste suina in Sardegna e il divieto di commercializzazione della carne suina

Con decisione 2005/363/CE la Commissione ha vietato la spedizione di prodotti a base di carne suina, o contenenti carne suina, provenienti dalla Sardegna. L'Ufficio alimentare e veterinario della Commissione ha effettuato una verifica nel 2013 formulando delle raccomandazioni.

Nel 2014 la Regione Sardegna ha avviato il piano di eradicazione della peste suina finanziato dall'UE. Il divieto di commercializzazione dei prodotti suinicoli ha impedito agli imprenditori e al settore dell'isola di sviluppare la propria attività economica.

La decisione 2014/709/UE, art. 6, autorizza la deroga alle esportazioni di carne locale in base alla direttiva 2002/99/CE, secondo cui "un trattamento di fermentazione e di stagionatura naturali di almeno 190 giorni per i prosciutti è sufficiente per eliminare qualsiasi rischio".

Nonostante la diffusione della peste suina sia notevolmente ridotta, è sempre in vigore il divieto totale di esportazione dei suini allevati in Sardegna e delle carni stagionate.

Con il DDG n. 1697 del 21/12/2016 la Regione Sardegna ha autorizzato solo l'esportazione di carne suina proveniente da allevamenti fuori dalla Sardegna e trasformata in Sardegna, escludendo la possibilità di deroghe per i prodotti sardi indenni dal virus.

Alla luce di quanto precede, può la Commissione rispondere ai seguenti quesiti:

1)       Come giudica il divieto in vigore per le carni stagionate?

2)       Quante richieste di deroghe ha ricevuto per l'esportazione di carne suina sarda?

3)       Come è possibile ottenere, anche per i prodotti sardi, l'applicazione delle deroghe?

                                       

agu - 7446

EFA News - European Food Agency
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