Bottiglie in plastica, grande è la confusione sotto il cielo
I divieti dilaganti sull'uso del pet monouso fondati su errata interpretazione della legislazione Ue
Il fine è prevenire e ridurre l'inquinamento da plastica che affligge i nostri mari, ma le modalità operative stanno creando il caos tra gli operatori. Parliamo delle nuove direttive dell’Unione Europea, relative alle limitazioni di utilizzo di contenitori monouso in plastica per i prodotti alimentari. A valle di queste norme, le criticità più evidenti stanno emergendo da alcune ordinanze regionali e comunali, che impongono divieti di vendita di bottigliette di bevande in PET in bar e chioschi. Il punto è che le norme saranno operative solo dal 2024, ma soprattutto che non prevedono il divieto delle bottiglie in plastica monouso, ma unicamente nuovi requisiti di fabbricazione e maggiori attività di raccolta e recupero. Obiettivi che la Direttiva indica a partire dal 2024 e da raggiungere in maniera graduale fino al 2030. Il rischio è che ad oggi, queste ordinanze annunciate con grande rilievo mediatico potrebbero essere impugnate perché basate su errati requisiti legislativi.
La questione è stata affrontata da Italgrob, la federazione italiana dei distributori Horeca, che ha organizzato un convegno a Roma riunendo i manager delle più importanti aziende di produzione di bibite e acque minerali insieme a Confindustria e alle maggiori associazioni di categoria del comparto.
Il convegno ha ricordato che il PET è un prodotto funzionale e sicuro per soddisfare i bisogni del consumatore di dissetarsi in qualsiasi momento e in qualunque luogo. Inoltre è un elemento riciclabile al 100%, valori ancora più positivi se si considera che le attività di recupero e riciclo delle bottigliette in PET, il cosiddetto “fine vita”, registrano in Italia significativi dati in crescita.
Da qui il deciso no ai divieti di vendita nei bar-chioschi e spiagge delle bottigliette di bibite e acque minerale in PET, divieti illegittimi oltreché irragionevoli. Ma gli operatori vogliono agire con senso di responsabilità spingendo sulla collaborazione fra gli attori della filiera Horeca (Produttori Distributori - Punti di consumo) uniti nel ribadire che il PET delle bottigliette non rappresenta il fattore “inquinante” per l’ambiente, ma una risorsa preziosa che tutti gli operatori e gli attori della filiera Horeca devono gestire al meglio in un processo virtuoso, dove anche il consumatore è chiamato a fare la sua parte, elevando il suo senso civico ed evitando di disperdere incautamente nell’ambiente le bottigliette vuote.
Tanti gli interventi al convegno. Il presidente di Italgrob, Vincenzo Caso, ha ribadito il ruolo della Federazione quale elemento nevralgico della filiera capace di riunire tutti gli operatori del comparto per affrontare sinergicamente ogni criticità, oggi quello del PET. Per Andrea Bianchi, Direttore Area Politiche Industriali Confindustria, le soluzioni dei problemi non passano attraverso i divieti ma collaborando con i produttori. Angelo Bonsignori, Direttore della Federazione Gomma Plastica, ha fatto il punto sugli importanti progressi fatti dai produttori dei contenitori in plastica nel renderli sempre più sicuri, leggeri e funzionali alle esigenze dell’industria alimentare.
Presenti anche i referenti delle associazioni di produttori di bibite e acqua minerale. Giangiacomo Pierini, Vicepresidente Assobibe, ha debitamente illustrato come la Direttiva Europea non vieta nel modo più assoluto la vendita di bevande in PET, ma prevede unicamente alcuni accorgimenti relative alle bottigliette, provvedimenti che del resto entreranno in vigore a partire dal 2024.
Ettore Fortuna, Vicepresidente Mineracqua, ha ribadito quanto il PET sia un elemento di assoluta sicurezza la cui messa al bando è un atto che non ha una logica. Un prodotto insostituibile, molto più sicuro delle alternative che i promulgatori del ‘’plastic free’’ invocano, come ad esempio l’uso delle borracce e il consumo di acqua, non minerale, proveniente dalle reti del pubblico acquedotto. Sul tema non è mancato anche il parere anche dei pubblici esercizi: Antonio Capacchione, membro di giunta della Fipe e presidente Sib (Sindacato Italiano Balneari), ha invocato “razionalità” e collaborazione, respingendo con forza i provvedimenti di divieto da parte di enti regionali e comunali.
EFA News - European Food Agency