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L'Istituto del Gelato Italiano presenta il Manifesto per gli sportivi

Le linee guida riassunte nell'acronimo Mira: Mastica, Idratati, Riposa, Aspetta

L’Igi-Istituto del Gelato Italiano ha voluto stilare il Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo, ovvero le regole d’oro e le abitudini più corrette quando si fa attività fisica

“Alla base di un corretto ed equilibrato stile di vita ci sono poche ma semplici regole, che mi sento di riassumere nella parola Mira, ovvero Mastica, Idratati, Riposa, Aspetta – dichiara Michelangelo Giampietro, medico dello sport e nutrizionista, nonché presidente di Igi Istituto del Gelato Italiano –. Mastica a lungo per facilitare la digestione e per non essere indotto a mangiare una quantità eccessiva di alimenti. Idratati correttamente nel modo e nella quantità migliore, per avere un corpo sano ed efficiente e muscoli forti e reattivi. Riposa, perché l’organismo ne ha profondamente bisogno e non c’è nulla, né cibo, né sostanze né trucchi che possano garantire i vantaggi di un giusto e sano riposo, in termini fisici e psicologici. Aspetta. Sii paziente e concentrato. L’attesa non è perdita di tempo ma è la capacità di scegliere il momento giusto, quello in cui il corpo è pronto a fornire la sua migliore prestazione, anche atletica”. 

Oggi i ritmi della vita e del lavoro portano spesso a trascurare la propria alimentazione e a sottovalutarne l’importanza. Un grande errore, soprattutto se a farlo è uno sportivo. Ecco perché l’Igi ha voluto stilare il Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo, ovvero le regole d’oro e le abitudini più corrette quando si fa attività fisica. Ormai tutti sanno che è bene suddividere i pasti in 5 momenti della giornata. Uno dei fattori fondamentali che regolano le scelte alimentari nella quotidianità di uno sportivo è la digeribilità. Cominciando dalla prima colazione: meglio salata o dolce? La tradizione italiana e la dieta mediterranea indicano quella dolce - a base di latte, yogurt, caffè, prodotti da forno e frutta – ma anche quella salata può essere consumata per variare. Per quanto riguarda il pranzo di uno sportivo, si tratta generalmente di un pasto leggero, per via degli allenamenti, mentre la cena rappresenta il momento di maggiore relax e gratificazione. In genere, un pasto completo e ricco dovrebbe essere consumato 2 o 3 ore prima dell’allenamento, con preparazioni facili da digerire, come ad esempio un buon piatto di pasta, di alta qualità, condita in modo semplice e cotta per il tempo giusto. La quantità corretta di liquidi da assumere? 

Dopo un allenamento o una gara, lo sportivo deve assumere bevande per circa il 125-150% del peso perso. Dopo l’attività sportiva è molto importante reintegrare e bisognerebbe farlo entro 30 minuti dalla fine dell’allenamento. Con un’alimentazione varia e completa è possibile reintegrare perfettamente le sostanze perse negli allenamenti e nelle competizioni sportive: alimenti e bevande contengono, infatti, già tutto ciò di cui abbiamo realmente bisogno per nutrirci. Ecco una serie di esempi validi secondo il Manifesto dell’Alimentazione dello Sportivo stilato da Igi Istituto del Gelato Italiano: Prima di un allenamento, possiamo assumere biscotti secchi o dolci da forno, anche confezionati (merendine), privi di farcitura grassa. Se preferiamo alimenti salati, possiamo gustare un piccolo panino con bresaola. Per spezzare durante un allenamento lungo e impegnativo, possiamo consumare qualche biscotto molto leggero, ricco di carboidrati, complessi (amidi) e semplici (zuccheri) e povero di grassi o ancora dei dolci da forno senza creme grasse. Possiamo anche assumere della frutta disidratata ed essiccata o del miele. Tutti alimenti ad alto indice glicemico. Dopo l’allenamento, possiamo “reintegrare” con una tazza di latte e cereali o con un bel gelato. Anche la frutta secca a guscio (noci, nocciole, mandorle e pistacchi) contiene nutrienti importanti, così come i lupini, che, come gli altri legumi, contengono molte proteine in assenza di grassi. Ed ecco l’ultimo, ma prezioso consiglio: la vita dello sportivo – e non solo – è spesso caratterizzata da rinunce e sacrifici. Non è il caso di penalizzare ulteriormente l’atleta, imponendo restrizioni alimentari non necessarie. Il cibo deve essere non solo nutrimento, ma anche piacere, relax, ricerca, gusto e socializzazione.

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