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I Nas sequestrano 1.880 kg di olio extravergine

"È fondamentale che nel comparto olivicolo vengano intensificati i controlli", commenta Unaprol

Ammonta a 1.880 kg il sequestro cautelativo sanitario di olio extravergine di oliva di produzione greca operato dal Nas di Pescara. Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, esprime soddisfazione.

Ammonta a 1.880 kg il sequestro cautelativo sanitario di olio extravergine di oliva di produzione greca operato dal Nas di Pescara nel corso di servizi opportunamente pianificati nel settore degli oli vergini di oliva svolti in collaborazione col Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari. Alla legale rappresentante dell’oleificio, tra l’altro risultato privo dei requisiti minimi di igiene e strutturali, sono stati contestati lo stoccaggio dell’olio extra vergine in serbatoi mancanti delle necessarie certificazioni nonché il trasporto dell’olio in veicoli mai registrati presso la competente Asl. Per ultimo, la titolare è stata diffidata per rimuovere le non conformità riscontrate. 

“Desidero ringraziare i Carabinieri del Nas per l’intervento di oggi, in collaborazione con il Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, che ha portato nel Chietino al sequestro cautelativo di 1.880 chili di olio extra vergine di oliva di produzione greca – comunica in una nota David Granieri, presidente di Unaprol, Consorzio olivicolo italiano –. È fondamentale che nel comparto olivicolo vengano intensificati i controlli e ci sia omogeneità durante le operazioni di verifica rispettando i parametri fissati a livello internazionale, ad esempio in riferimento al livello di acidità dell’olio extra vergine d’oliva. Incrementare il numero di ispezioni è quanto mai necessario soprattutto dopo una stagione drammatica come quella passata con la peggiore produzione, in termini quantitativi, degli ultimi 25 anni con sole 175mila tonnellate, a causa delle gelate e della Xylella. 

Nei giorni scorsi Unaprol aveva evidenziato, numeri alla mano, il livello di esportazioni record dagli altri Paesi, a partire dall’Africa, e sottolineato il rischio dell’arrivo in Italia di produzioni di qualità molto bassa svendute a prezzi insostenibili”.

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EFA News - European Food Agency
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