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CLARA MOSCHINI

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Patfrut, ovvero come dribblare il climate change

Exploit nel 2018 per la cooperativa ortofrutticola ferrarese con +43% di fatturato

L'ortofrutta è uno dei settori più colpiti dalle bizzarrie del clima, ma c'è chi riesce a crescere nonostante il maltempo. Come Patfrut, la cooperativa ferrarese (aderente alle Organizzazioni di produttori Apo Conerpo ed Agripat, a Conserve Italia, Confcooperative e Legacoop) nel 2018  ha commercializzato 65.000 tonnellate di ortaggi freschi, 35.000 tonnellate di frutta fresca e 30.000 tonnellate di orticole da industria, sviluppando un fatturato complessivo di 92 milioni di euro, in aumento del 43% rispetto all’anno precedente. Anche se parte della crescita si è realizzata per linee esterne, grazie a varie acquisizioni.

In crescita anche le liquidazioni, che hanno raggiunto i 27,5 milioni di euro (+15%), e il patrimonio netto della cooperativa è passato da 16,9 a 22,5 milioni.

“Risultati decisamente positivi – ha dichiarato in occasione dell’Assemblea dei soci il presidente Roberto Cera – che confermano ancora una volta il grande dinamismo e l’efficienza della nostra cooperativa, da sempre impegnata a valorizzare al meglio la produzione dei soci e difendere così il loro reddito”. “Una mission – ha proseguito Cera – che si realizza attraverso azioni concrete come l’adesione ad Opera, la società costituita nel 2014 per garantire il massimo valore aggiunto ai soci produttori”.

“Sotto il profilo gestionale – ha sottolineato il presidente – la Patfrut ha vissuto un anno ricco di iniziative a cominciare dall’acquisizione dello stabilimento di Medicina (Bo), con un investimento di circa 10,5 milioni, che ha consentito di rafforzare il progetto industriale su patate e cipolle nell’area bolognese e ferrarese per diventare la realtà italiana più importante del settore, al servizio dei produttori del territorio. La nostra cooperativa è stata poi ammessa al PSR della Regione Emilia Romagna messo a punto da Opera nel quale ha inserito l’investimento collegato all’acquisto della linea di lavorazione delle pere a calibratura in sospensione in acqua con analisi automatizzata della morfologia del frutto mediante diaframmi ottici. Installato nello stabilimento di Monestirolo (Fe), è il primo esemplare di questa moderna tecnologia adottato in Italia e in Europa; l’investimento, permetterà un risparmio di circa il 30% dei costi di lavorazione. In estate è stato poi realizzato l’adeguamento del magazzino di Monestirolo alle più recenti normative sulla sicurezza”.

“Nel corso del 2018 – ha proseguito Cera – Patfrut ha inoltre sottoscritto l’acquisto degli stabilimenti di Molinella (Bo), di proprietà del Fondo Agris e fino a quel momento in conduzione alla cooperativa in virtù di un contratto di locazione, con un investimento pari ad 8 milioni di euro. Parallelamente, ha ceduto allo stesso Fondo i magazzini di Jolanda di Savoia e Fiscaglia (Fe) per un valore complessivo di 6,7 milioni di euro”.

“Soddisfatti dei buoni risultati ottenuti – dichiara Cera – proseguiremo nello sviluppo delle politiche di aggregazione al fine di rafforzare ulteriormente il sistema produttivo e raggiungere importanti sinergie ed economie di scala per affrontare con successo le sfide del mercato globale e rispondere al meglio alle esigenze della clientela e dei soci. A tale proposito, investiremo crescenti risorse nella riconversione varietale, destinando a questa attività la maggior parte dei contributi previsti dall’OCM Ortofrutta per il 2020”.

agu - 8331

EFA News - European Food Agency
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