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Salgono i prezzi per la guerra commerciale Usa-Ue

Vino, formaggio e whisky sono nella lista dei prodotti a rischio dazi

Gli importatori americani di vino, formaggio e whisky di provenienza europea stanno già facendo scorta, spaventati dalla minaccia di dazi legati alla guerra commerciale in corso.

Entro la fine del mese il WTO (World Trade Organization) potrebbe erogare una multa miliardaria contro gli Stati europei, accusandoli di aver sovvenzionato la produzione e le vendite di Airbus, a spese del competitor americano Boeing. Per i clienti dei numerosi ristoranti americani, il risultato sarà probabilmente quello di trovarsi di fronte un carrello di vini e formaggi italiani ben più scarno. O di doverlo pagare di più. Le aziende importatrici di formaggio, vino e whisky europeo sono state ascoltate il 5 agosto dall'USTR (US Trade Representative’s office), chiamato a decidere quali prodotti europei saranno sottoposti a nuovi dazi fino al 100% del valore. Finora, formaggio, olio d'oliva e whisky scozzese sono nella lista dell'USTR. Prima del G7 di Biarritz, sia Donald Trump sia Donald Tusk hanno paventato la minaccia di una guerra commerciale sul vino. In sintesi, gli importatori in America vedono annuvolarsi l'orizzonte. In previsione dell'imminente crisi Phil Marfuggi, a capo di Cheese Importers Association of America, ha raddoppiato gli ordini mensili di Parmigiano Reggiano, contando sul fatto che la sua shelf life sia di 12-15 mesi. Anche il ristoratore newyorkese Gianfranco Sorrentino ha scelto la stessa tattica, facendo incetta di formaggi e vini italiani. "Ci sono ottimi formaggi prodotti negli Usa, ma i formaggi italiani sono un'altra cosa", spiega.

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