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CLARA MOSCHINI

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Marr rileva quota della Jolanda de Colò Spa dalla famiglia Marzotto

Nel 2022 potrà rilevare anche la parte restante appartenente alla famiglia Pessot-de Colò

La società riminese ha presentato anche i risultati dei primi 9 mesi: fatturato a 1,3 miliardi, Ebitda ed Ebit (dopo l’applicazione dell’IFRS 16) rispettivamente a 103,6 e 81,3 milioni di Euro. Risultato netto pari a 55,1 milioni di Euro.

Marr, leader assoluto italiano nella distribuzione per il mangiare fuori casa controllata dal Gruppo Cremonini, ha rilevato il 34% delle azioni di Jolanda de Colò Spa dalla Intrapresa Srl, società della famiglia Marzotto. Contestualmente ha sottoscritto con la società Aba Srl della famiglia Pessot – de Colò, che detiene il restante 66% di Jolanda de Colò, un accordo irrevocabile che assegna a Marr dal 31 marzo 2022 l’opzione per l’acquisto di una partecipazione di maggioranza di Jolanda de Colò. La famiglia Pessot – de Colò, rimane alla guida dell'azienda, che è uno dei principali operatori a livello nazionale nel segmento premium con oltre 21 milioni di Euro di vendite nel 2018, circa 5.000 clienti serviti con oltre 2.000 prodotti dell’eccellenza culinaria. L'azienda opera attraverso un centro distributivo e di produzione con una superficie coperta di oltre 6.000 metri quadri ubicato a Palmanova (Udine), con vendite per circa il 90% concentrate nel canale Horeca e per il 93% in Italia. Il prezzo di acquisto del 34% delle azioni di Jolanda de Colò è stato pari a 2 milioni di euro.

Contestualmente il cda di Marr ha presentato i risultati del terzo trimestre e dei primi nove mesi del 2019. I ricavi totali del terzo trimestre sono stati pari a 509,1 milioni di Euro rispetto ai 507,2 milioni del 2018, mentre Ebitda ed Ebit dopo l’applicazione del principio contabile dell’IFRS 16 si sono attestati rispettivamente a 47,3 e 39,4 milioni di Euro. Il risultato netto di periodo ha raggiunto i 27,3 milioni di Euro con un effetto dell’IFRS 16 pari a -0,2 milioni di Euro.  Il risultato netto del terzo trimestre 2018 era stato di 27,7 milioni di Euro.

I ricavi totali dei primi nove mesi sono stati pari a 1.302,1 milioni di Euro, rispetto ai 1.289,8 milioni di Euro del 2018, mentre Ebitda ed Ebit dopo l’applicazione del principio contabile dell’IFRS 16 si sono attestati rispettivamente a 103,6 e 81,3 milioni di Euro. Nel pari periodo 2018 Ebitda ed Ebit, che non scontavano gli effetti dell’IFRS 16, erano stati pari a 97,6 e 81,8 milioni di Euro. Il risultato netto di periodo ha raggiunto i 55,1 milioni di Euro con un effetto dell’IFRS 16 pari a -0,5 milioni di Euro.  Il risultato netto dei primi nove mesi 2018 era stato di 56,3 milioni di Euro.

L’indebitamento finanziario netto, che risente per effetto dell’applicazione dell’IFRS 16 di un maggior debito per 56,2 milioni di Euro, si è attestato a 184,7 milioni di Euro, rispetto ai 147,3 milioni del 30 settembre 2018, che non scontava gli effetti dell’IFRS 16.

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