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Istat/2: boom dell'export agroalimentare

Nei primi nove mesi 2019 registra +7%, contro il 2,5% del restante manifatturiero

“Il nostro export di settore cresce 3 volte tanto rispetto a quello dell’intera industria manifatturiera”. Così Luigi Scordamaglia, coordinatore di Filiera Italia commenta i dati Istat appena diffusi che vedono l’agroalimentare segnare nel periodo gennaio/settembre 2019  un +7% per le esportazione contro un +2,5% dell’intero comparto (sullo stesso periodo dell'anno precedente). Al di là degli Usa dove le nostre esportazioni sono cresciute nei primi 9 mesi del +22,2% solo per l'effetto scorte innescato dai dazi (che stanno in realtà già penalizzando con un calo di esportazione i prodotti colpiti) e  anche l’accelerazione della Gran Bretagna, dove l’export italiano tocca il +18,1%  e torna a crescere proprio sotto la minaccia Brexit, molti altri Paesi crescono a due cifre.  Particolarmente interessante  è il dato che riguarda la Russia dove l'export italiano segna + 14,7%  “Un numero di tutto riguardo - commenta Scordamaglia - se teniamo presente che verso quel paese sono ancora in vigore le sanzioni senza le quali assisteremmo ad un boom per le nostre eccellenze”.

“Un export che controbilancia lo stallo dei consumi interni e che va sostenuto”, dicono da Filiera Italia commentando l'aumento della quota stanziata dalla Commissione europea  per la promozione del settore agroalimentare per il 2020 che passa dai 191,4 milioni del 2019 ai 200 milioni del prossimo anno. “Bene - prosegue Scordamaglia - la destinazione di una quota importante verso mercati terzi come Canada, Cina, Giappone, Corea, Messico e Stati Uniti la cui diffusioni dei nostri prodotti continua ad essere cannibalizzata da imitazioni e contraffazionI rubando importanti quote di mercato, posti di lavoro, senza nessuna tutela per il consumatore. Speriamo ora di non rivivere situazioni del passato in cui l'Italia è stata penalizzata nella ripartizione di questi fondi promozionali. Bisognerebbe tornare a fare campagne importanti di comunicazione anche sul mercato nazionale per rilanciare i consumi interni, da cui dipende la stragrande maggioranza delle PMI italiane e per rafforzare il vero prodotto italiano ".

agu - 9700

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