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L’isola del tesolio, le sfide per il settore oleario di qualità

A Palermo la XIII edizione del convegno promosso da Co.Fi.Ol. e Premiati Oleifici Barbera

Al via domani a Palermo la tredicesima edizione dell’ “Isola del Tesolio”, incontro dedicato al mondo dell’olivicoltura siciliana promosso dal Co.Fi.Ol, Consorzio della filiera olivicola, il più importante del sud Italia, e dall’azienda capofila Premiati Oleifici Barbera.

Scopo: fare il punto sullo stato di salute del settore e sulle prospettive dell’olio extravergine d’oliva dell’isola, terzo produttore nazionale dopo Puglia e Calabria. Olio che quest’anno, secondo le indagini delle associazioni di produttori, registra ottime performance non solo dal punto di vista quantitativo, con un +38% rispetto alla campagna 2018, ma anche qualitativo, grazie all’andamento favorevole del clima in tutta la regione, specie in primavera durante la fioritura. Anche perché cultivar autoctone come Cerasuola, Nocellara e Biancolilla (ma in tutta la Sicilia ne esistono ben 40) si adattano con grande versatilità ai diversi terroir dell’isola, che spaziano dalle zone costiere all’entroterra. Grazie a queste varietà pedoclimatiche la regione può infatti vantare sei DOP, rispettivamente nelle province di Trapani con due oli DOP (Valli Trapanesi e Valle del Belice), Palermo (Val di Mazara), Messina (Valdemone), Catania (Monte Etna), Ragusa (Monti Iblei). Unica nota dolente di quest’annata: la produzione di Nocellara del Belice, che ha registrato dati non positivi.

Ma l’argomento cardine del convegno sarà quello dell’associazionismo, della sinergia cioè tra olivicoltori e frantoiani. Visto che dai frantoi oleari, ben 619 in tutta l’isola, distribuiti nelle 9 province (solo 124 in quella di Palermo) dipende la lavorazione e la destinazione del prodotto.

Non a caso il Co.Fi.Ol promuove da sempre il concetto di rete: chi aderisce al Consorzio può infatti conferire l’olio attraverso frantoiani che fanno parte del sistema ed essere poi remunerato a un prezzo di mercato. ““Il Consorzio – afferma Manfredi Barbera, amministratore unico di Premiati Oleifici Barbera e primo promotore del Co.Fi.Ol – è lo strumento che dà voce ai frantoiani e agli olivicoltori siciliani. L’obiettivo principale è quello di creare un modello siciliano vincente di filiera olivicola: garantendo da un lato la crescita della capacità produttiva dei singoli olivicoltori e dall’altro la massima qualità grazie alle nuove tecnologie esistenti. Senza dimenticare – conclude Barbera - l’importanza delle certificazioni: il Co.Fi.Ol è stato tra i principali promotori dell’IGP Sicilia per l’extra vergine siciliano, perfetto ambasciatore del Made in Sicily nel mondo”. Insomma, una nuova alleanza tra operatori del settore, per rilanciare sul territorio una più efficiente compagine del tessuto produttivo e, sul mercato, un olio extra vergine d'oliva certificato, garantito e ad alto valore aggiunto.

Il consorzio nato nel 2011, riunisce oggi 6 stabilimenti di confezionamento e stoccaggio di olio extra vergine di oliva di origine protetta, una rete di 54 frantoi, 230 olivicoltori e una Organizzazione di produttori (OP) e raccoglie un indotto di oltre 5.000 olivicoltori.

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