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Antitrust, stretta sul grano d'origine "italiano"

Multa da un milione per Lidl: ha ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio "Italiamo" e "Combino"

"Salvi" altri marchi: l’Autorità ha accolto e reso obbligatori gli impegni presentati da Auchan, Cocco, De Cecco e Divella.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha adottato un provvedimento di accertamento di una pratica commerciale scorretta nei confronti di Lidl, che non ha presentato impegni nel corso della procedura istruttoria partita che era partita il 23 aprile 2019. La pratica commerciale accertata consiste nell'aver ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio "Italiamo" e "Combino", inducendoli in errore sull'origine italiana della materia prima. In ragione dell'importanza attribuita dai consumatori all'informazione sull'origine della materia prima e della diffusione dei punti vendita della catena, l'Autorità ha quindi irrogato una sanzione di un milione di euro.

L’Agcm ha così i concluso cinque procedimenti istruttori riguardanti informazioni fuorvianti circa l’origine del grano duro utilizzato nella produzione di pasta di semola di grano duro, diffusi attraverso le etichette e i siti aziendali di Divella, F.lli De Cecco di Filippo, Lidl Italia, Margherita Distribuzione (ex Auchan, marchio Passioni), e Pastificio Artigiano Cav. Giuseppe Cocco.

L’Autorità ha accolto e reso obbligatori gli impegni presentati da Auchan, Cocco, De Cecco e Divella. Nel dettaglio, gli impegni consistono in modifiche delle etichette e dei rispettivi siti così da garantire al consumatore una informazione completa, fin dal primo contatto, sull’origine (talvolta estera) del grano utilizzato nella produzione della pasta. Il nuovo set informativo permetterà così di evitare la possibile confusione tra provenienza della pasta e origine del grano.

Lidl potrà presentare ricorso contro il provvedimento al Tar Lazio entro 60 giorni.

agu - 10336

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