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Coldiretti, l'amatriciana è specialità tradizionale garantita

L’Unione Europea tutela dai falsi l’antica ricetta delle aree terremotate

Nella Gazzetta Ufficiale Ue del 13 marzo la ricetta viene ufficialmente iscritta nel Registro europeo delle Denominazioni d'origine e Indicazioni geografiche (Dop-Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg).

A quasi quattro anni dal drammatico terremoto che ha devastato il centro Italia, l’amatriciana è riconosciuta definitivamente dell’Unione Europea come Specialità tradizionale garantita STG contro imitazioni e falsi in giro per il mondo. Lo afferma Coldiretti nell’annunciare la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue del 13 marzo l’iscrizione della celebre ricetta nel Registro europeo delle Denominazioni d'origine e Indicazioni geografiche (Dop-Igp) e Specialità tradizionali garantite (Stg). 

Si tratta del riconoscimento definitivo da parte dell'Unione europea di un piatto simbolo del terremoto del Centro Italia – evidenzia Coldiretti – con la salsa Amatriciana tradizionale, fatta "secondo il metodo di produzione e la ricetta secolare del comprensorio di Amatrice". Nei tre mesi a disposizione per eventuali osservazioni, nessuno ha sollevato obiezioni di sorta. Il carattere tradizionale dell'Amatriciana è legato agli ingredienti impiegati e al metodo specifico di preparazione utilizzato tradizionalmente nel comprensorio dei Monti della Laga, dai quali la preparazione trae origine. 

Con l’iscrizione nel registro delle STG diventa ancora più importante garantire l’utilizzo di ingredienti al 100% made in Italy, dal grano nazionale per la pasta al pomodoro, dal pecorino fino al guanciale ottenuto da maiali allevati in Italia. Con questo riconoscimento l’Italia consolida il primato europeo nelle produzioni di qualità con 301 denominazioni Dop/Igp e Stg ma anche  415 vini Doc/Docg, 5155 prodotti tradizionali regionali, la leadership nel biologico con oltre 60mila aziende agricole, la decisione di non coltivare organismi geneticamente modificati (ogm), 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione e il primato della sicurezza alimentare mondiale. 

La tradizione gastronomica italiana è il motore di una filiera agroalimentare estesa, dai campi agli scaffali e alla ristorazione, che raggiunge in Italia una cifra di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil e offre lavoro a 3,8 milioni di occupati. Un successo ratificato anche da un record delle esportazioni che potrebbe migliorare ancora con una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che fattura oltre 100 miliardi di euro miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia.

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