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Covid-19/3: Governo vara manovra "Cura Italia"

Plaude Filiera Italia: "Bene, ma si tratta di una prima risposta, serviranno altre complesse misure"

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto denominato "Cura Italia" che contiene le misure economiche per rispondere all'emergenza sanitaria del coronavirus. I contenuti sono stati illustrati in conferenza stampa, ma per l'entrata in vigore occorrerà aspettare la firma del Presidente Mattarella e successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Poi inizierà l'iter per l'approvazione da parte del Parlamento. Tre miliardi e mezzo sono destinati a rafforzare le strutture sanitarie e circa 10 miliardi al sostegno dell'occupazione. Altro capitolo riguarda il sistema del credito e l'agevolazione dell'erogazione di liquidità, con la sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche (misure da 5 miliardi).

Ancora, in campo fiscale, si conferma il rinvio degli obblighi fiscali e la sospensione dei versamenti di tributi e contributi. Infine, nel quinto capitolo misure per le categorie colpite direttamente dalla crisi.

Filiera Italia plaude alle misure. "Bene nella sostanza le prime misure, soprattutto quelle a tutela del lavoratori con la cassa integrazione e di aiuto alla liquidità delle imprese”, dice Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commentando il decreto “Cura Italia” appena approvato in CdM. “Bisogna però  essere consapevoli che si tratta di una prima risposta - che si potrà ottimizzare in fase di conversione - ad un’emergenza strutturale che durerà, stando alle ultime proiezioni a livello globale, almeno 6 mesi, e necessiterà senza dubbio di nuove e più complesse misure” proseguono da Filiera Italia. Nessun Paese, tuttavia, potrà fare da solo “Ora, come non mai, è indispensabile lanciare strumenti di debito comune europeo - aggiunge Scordamaglia - per finanziare il contrasto ad un’emergenza senza precedenti”. 

Per l’agroalimentare Filiera Italia conferma l’impegno dell’intero settore a non fermare l’approvvigionamento dei prodotti. “Non esistono problemi di approvvigionamento soprattutto per quelli 100% italiani che invitiamo a comprare”dice il consigliere delegato. Prioritario però, secondo la Fondazione, che i commissari all’emergenza garantiscano l’immediata disponibilità di dispositivi di protezione individuale (mascherine) soprattutto per i lavoratori del settore alimentare. “Senza questo impegno - conclude Scordamaglia - si mette a rischio la produzione”.

agu - 11065

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