Non riceve alcun finanziamento pubblico
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CLARA MOSCHINI

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L'emergenza Covid-19 si abbatte sulla ristorazione autostradale

I locali sono obbligati a stare aperti ma il traffico è crollato dell'85%

L'intero settore rappresentato da Aigrim (Associazione delle imprese di grande ristorazione e servizi multilocalizzate), tra cui le principali aziende della ristorazione in concessione nelle aree di servizio autostradali, negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie, come Autogrill, Chef Express, Lagardere, Sarni MyChef, ecc., si trova ad affrontare una crisi economica senza precedenti. Lo riferisce una nota l'associazione, che spiega come le misure di contenimento del contagio abbiano portato alla chiusura dei punti di ristoro, salvo che in autostrada, dove si registra un "sostanziale azzeramento dei volumi di vendita", a fronte di spese da sostenere per la gestione e la tutela della salute del personale, per assicurare un presidio per autotrasportatori e per coloro che hanno bisogno delle autostrade. Aigrim propone una serie di misure, "tra cui l'intervento - col supporto degli enti concedenti - sui canoni e sugli oneri di gestione, sui tempi di pagamento e sull'estensione dei contratti in essere bloccando qualsiasi nuova gara".

Cristian Biasoni, Vicepresidente di AIGRIM, ha commentato: “Esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le istituzioni che stanno lavorando senza sosta per fronteggiare questa pesante emergenza sanitaria, economica e sociale. Le aziende rappresentate da AIGRIM non hanno fatto mancare il proprio supporto, mantenendo solo con le proprie forze l’ingente impegno economico per garantire un pubblico servizio, gravato da oneri non più sostenibili e senza alcun ritorno. Per questo siamo a disposizione per contribuire ad individuare soluzioni che possano equamente bilanciare tutte le esigenze in gioco”.

L'Aigrim chiede inoltre "azioni di sostegno affinché, anche dopo le misure di contenimento, vengano garantite condizioni di sostenibilità economica per la ripresa, quali accordi ponte tra concedenti e operatori della ristorazione a canoni calmierati, per permettere di mantenere vivo il mercato della ristorazione in concessione che altrimenti rischia di essere irreversibilmente compromesso con intuibili effetti anche sui livelli occupazionali". Si tratta infatti di un comparto che ad oggi occupa circa 30.000 dipendenti. 

"Sarà importante - viene aggiunto - anche vedere riconosciuta, attraverso forme di sovvenzionamento, la componente di servizio pubblico insita nello svolgimento delle attività degli operatori della ristorazione. Infine, la possibilità di accedere a futuri finanziamenti nell'ambito delle misure che il governo si appresta ad emanare, sarà cruciale per la sopravvivenza del settore".

Questa la sintesi delle proposte di Aigrim per salvaguardare un mercato che ha un valore di oltre un miliardo di euro e che ha visto crollare i ricavi tra l'85 e il 90% a seconda delle tratte autostradali:

1) Fase di emergenza: Azzeramento di tutti i canoni fissi, variabili e dei costi accessori;

2) Ripresa fino al ritorno dei livelli di traffico e fatturato del 2019: Ripristino di soli canoni variabili a valori calmierati o proporzionati al calo dei volumi.

Inoltre, in aggiunta a quanto sopra, si ritengono fondamentali le seguenti misure:

- Dilazione dei termini di pagamento affinché siano minimizzati gli impatti sulla liquidità dell’intero settore;

- Sospensione di tutti gli investimenti, fatta eccezione per le attività di manutenzione non differibili;

- Proroga di tutte le Convenzioni in essere per un periodo minimo di 12 mesi e comunque per il tempo necessario alla remunerazione degli investimenti effettuati.

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