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Istat/2: finito l'effetto scorte

Filiera Italia: "I consumi calano e comincia a cresce il food social gap"

I dati sui consumi alimentari di marzo diffusi oggi dall’Istat  mantengo un segno positivo, +3,5%,  ma comunque in calo rispetto a febbraio, quando segnavano  +8% rispetto all’anno precedente. “L’effetto scorte si sta esaurendo con l’attenuarsi dell’emergenza e le vendite interne tornano a soffrire” commenta Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. Una tendenza, quella di acquistare per fare dispensa, generata dal timore dell’epidemia di coronavirus che ha colpito il nostro Paese nella fase acuta e che ha avuto un esito diretto nella composizione del carrello della spesa degli italiani: l’exploit di farina e lievito lo confermano, insieme alla crescente richiesta di prodotti a lunga conservazione ( latte UHT, carne e pesce in scatola).

“Leggendo però attentamente la composizione dei consumi delle ultimissime settimane - prosegue Scordamaglia - si comincia a intravedere l’inasprimento di un fenomeno purtroppo noto, il food social gap, si allarga cioè il divario fra chi può permettersi cibo di qualità e chi invece deve orientare le proprie scelte al ribasso, per prezzo e qualità”. Filiera Italia, infatti,  ha osservato come, verso fine aprile,  la richiesta di alcuni prodotti sia aumentata - le   uova crescono del +47%  a discapito di altri prodotti più pregiati, come il   pesce il cui consumo è in caduta libera - o variata come ad esempio il consumo di carne, che aumenta in quantità ma si concentra principalmente sui macinati o di tagli meno costosi.

“È evidente una  stretta connessione fra questi mutamenti nella composizione della spesa alimentare e le  buste paga più leggere di aprile” Dice il consigliere delegato e conclude “Stiamo assistendo a una polarizzazione netta fra chi può permettersi un carrello di qualità, perché la crisi non ha messo in crisi il suo potere di acquisto o l’ha visto addirittura aumentare per la riduzione di altre spese, e chi invece, perché ha perso il lavoro o è in cassa integrazione, deve necessariamente concentrarsi su prodotti di meno costosi”. 

agu - 11733

EFA News - European Food Agency
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