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Monini, 25 milioni di investimenti fino al 2030

Nell'anno del centenario l'azienda umbra ha lanciato un ambizioso progetto per la sostenibilità

L'olio extravergine Monini è il protagonista del nuovo Piano di sostenibilità 2020-2030 lanciato dall'azienda umbra, con sede a Spoleto, pioniera dell'extravergine italiano, che quest'anno festeggia il centenario avendo iniziato la sua storia nel lontano 1920. Nel corso di una web conference Maria Flora Monini, responsabile comunicazione e immagine, ha ripercorso il secolo di vita dell'azienda, e sono stati illustrati da Zefferino Monini, presidente e ad, e Andrea Marchelli, direttore marketing, i prossimi dieci anni dedicati alla sostenibilità con azioni "concrete e misurabili", diviso in tre macro aree: 'In campo', 'Dentro la bottiglia' e 'Sulla tavola'. Il piano, che parte dalla terra per arrivare alla ricerca e all’educazione alimentare, è un progetto corale, un percorso delineato insieme a The European House-Ambrosetti in occasione del Centenario dell’azienda umbra, nata nel 1920 su intuizione del nonno dell’attuale dirigenza, Zefferino Monini, che fu tra i primi a credere nel valore del prodotto “olio extravergine d’oliva” e a portarlo sulle tavole degli italiani.

L'azienda ha chiuso il 2019 con 140 milioni di euro di fatturato, 30 milioni di litri ed è il primo brand per volumi prodotti nel periodo gennaio-aprile 2020, con il 44% di olio esportato in 60 Paesi del mondo. Il piano di sostenibilità parte dalla terra: con il 'Bosco Monini' in Italia punta ad arrivare a un milione di olivi messi a dimora in 1.000 ettari. "Un nuovo polmone verde capace di assorbire in 10 anni 50.000 tonnellate di CO2" ha spiegato Marchelli. Dopo l'esperienza all'estero, ha sottolineato il presidente Monini, "ci siamo concentrati sull'olivicoltura superintensiva che garantisce la massima efficienza nell'utilizzo di spazi e nel rispetto delle emissioni di CO2 e può convivere, migliorando quindi i processi, con la nostra agricoltura tradizionale".

Il Piano prevede anche che il 100% degli oliveti Monini in Italia saranno coltivati quindi ad agricoltura integrata e biologica, puntando anche a ridurre i consumi di acqua investendo nella produzione e irrigazione.L'olio di origine italiana che va nelle bottiglie (ripensate con confezioni sostenibili) sarà poi certificato, grazie al Consorzio extravergine di qualità (Ceq), e trasparente per il consumatore con la tracciabilità basata sulla tecnologia blockchain. Un Piano di sostenibilità che, come già anticipato dal presidente in questa intervista esclusiva con EFA News, sosterrà pure la ricerca scientifica, per promuovere la cultura nutrizionale consapevole, e che punta a raggiungere un milione di ragazzi attraverso progetti educativi.

Il Piano nasce prima dell’emergenza Covid-19 che in pochissimo tempo ha trasformato il nostro modo di lavorare, di imparare, di vivere la quotidianità e che, soprattutto, trasformerà il nostro futuro in una maniera che ancora non possiamo conoscere. Un momento di rottura, un’occasione per riflettere, valutare e, perché no, migliorare: questo il senso originario del termine crisi – dal greco krino – spartiacque tra un passato e un futuro che, mai come oggi, deve essere ripensato. Ed è proprio questo il senso nuovo e ancor più profondo del “Piano di Sostenibilità 2020- 2030” Monini, presentato oggi da Maria Flora e Zefferino Monini, terza generazione dell’azienda che ha fatto conoscere l’olio extravergine agli italiani, collegati in web conference da Spoleto.

L'azienda ha annunciato che gli investimenti raggiungeranno circa 25 milioni entro il 2030.

agu - 11963

EFA News - European Food Agency
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