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Ripartono gli aperitivi, ma attenzione al ghiaccio

Dall'Inga il primo manuale per la sicurezza con le corrette prassi igieniche nella autoproduzione dei cubetti

Dopo la chiusura forzata per le misure di contenimento da diffusione del Covid-19, bar e ristoranti hanno riaperto, seppur tra alcune incertezze, riorganizzando gli spazi interni ai locali e i turni del personale.
Secondo un’indagine effettuata dall’ufficio studi della Fipe, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, su un campione di 520 piccole e medie imprese del settore, il 70% circa dei pubblici esercizi, 196mila locali tra bar e ristoranti, hanno deciso di alzare le saracinesche da subito, il 18 maggio. Tutta l’attenzione è stata posta nelle modalità di osservazione delle norme, stabilite dagli enti preposti, per una corretta sanificazione e gestione degli spazi e delle persone, per non incappare in sanzioni amministrative e penali.

A tal proposito, Inga - Istituto Nazionale Ghiaccio Alimentare,  evidenzia il rischio che si annida nelle macchine produttrici di ghiaccio presenti negli esercizi e che sono state ferme per mesi. Se non viene effettuata una corretta manutenzione preliminare, accompagnata da una completa pulizia e sanificazione di tutte le parti che entrano in contatto diretto con il ghiaccio, è possibile incappare in un forte potenziale rischio per la salute del consumatore non correlata al Covid-19.

"Abbassare la guardia adesso, dopo i mesi trascorsi, e trascurare questi aspetti igienici e sanitari è un’eventualità che non possiamo permetterci", ha dichiarato Carlo Stucchi, Presidente Inga. "Per questo, avendo come riferimento le norme nazionali e comunitarie sulla sicurezza alimentare, cerchiamo di comunicare le azioni da mettere in atto per una corretta sanificazione, offrendo un vero e proprio decalogo di riferimento. Quando si parla di ghiaccio alimentare, si tende spesso a sottovalutare il rischio legato al mancato rispetto delle prassi igieniche. In questo momento è necessario che sia i consumatori che i gestori di bar e ristoranti siano ben informati sui rischi e pericoli e agiscano di conseguenza".

Il ghiaccio autoprodotto può essere fonte di pericolo per il consumatore se non vengono osservate le corrette procedure di sanificazione. Inga, in collaborazione con il Ministero della Salute, al fine di ridurre quanto più possibile tale pericolo e offrire a esercenti e consumatori uno strumento utile, ha elaborato, ai sensi del Regolamento CE 852/2004, il primo manuale di corretta prassi igienica per l’autoproduzione di ghiaccio alimentare, validato dal Ministero della Salute: http://www.ghiaccioalimentare.it/il-manuale/ 

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