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CLARA MOSCHINI

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Superfood, Alce Nero coordina progetto europeo

Intervista esclusiva con Erika Marrone, direttore ricerche e sviluppo filiera

“Vogliamo essere il canale che introduce sul mercato alimenti nuovi, in linea con le esigenze imposte da una maggiore consapevolezza del consumatore e con quanto prevede l’adozione di misure che mitighino l’impatto ambientale”. Così Erika Marrone, direttore ricerche e sviluppo filiera di Alce Nero, dal 1978 impegnata a distribuire alimenti biologici ottenuti dalle coltivazioni di oltre 1000 agricoltori italiani e più di 10.000 piccole imprese agricole familiari del Centro e Sud America. Per Alce Nero il 2019 si è chiuso con un fatturato pari a 65 milioni di euro, di cui il 67% proveniente dalla commercializzazione dei prodotti a marchio venduti presso la Gdo a cui si aggiunge una quota export del 16,5%.

Oggi l’azienda compare nell’elenco dei partner di un progetto europeo denominato Great Life (https://great-life.eu/) finalizzato a incentivare la produzione di colture dagli elevati valori nutrizionali e al tempo stesso più resilienti ai cambiamenti climatici come possono essere il miglio e il sorgo.

Dottoressa Marrone, qual è il ruolo di Alce Nero in questo progetto?

Direi centrale, perché coordinerà l’intera fase produttiva e distributiva degli alimenti che verranno realizzati con il miglio e il sorgo coltivati presso le tre aziende agricole emiliano-romagnole inserite nel progetto Great Life. Si tratta di farine che verranno impiegate da cuochi in forza alle mense scolastiche preventivamente formati per la preparazione di primi piatti, a cui si aggiungono due snack, uno dolce e uno salato e probabilmente, ma su questo stiamo ragionando, anche gallette. Il progetto è al suo secondo anno di attività (terminerà il 31 marzo 2022, ndr) e quindi possiamo già contare su un consistente quantitativo di raccolto che nelle prossime settimane verrà trasformato nei prodotti elencati prima, pronti per essere distribuiti a 200 bambini delle scuole materne presenti nel Comune di Cento, in provincia di Bologna, ovviamente nella speranza che l’anno scolastico possa iniziare regolarmente.

Quali sono le caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti dalla lavorazione di miglio e sorgo?

Molto importanti, al punto che possono essere definiti dei superfood. Entrambe le colture sono prive di glutine e quindi particolarmente indicate per  chi soffre di celiachia e altrettanto ricche di sali minerali, antiossidanti, fitocomposti e vitamine. Quindi, soprattutto per il sorgo, l’utilizzo oggi circoscritto all’alimentazione zootecnica e/o alla produzione di biogas è senza dubbio penalizzante rispetto a una versatilità per la nutrizione umana che racchiude importanti potenzialità”.

Com’è cambiato l’approccio del consumatore verso i prodotti biologici?

È aumentata la sua consapevolezza, il suo interesse verso un’alimentazione diciamo pure più tradizionale. Il mercato non offre ancora una gamma di alimenti particolarmente ampia anche se la platea si sta allargando. Anche per questo sentiamo l’esigenza di portare sul mercato prodotti innovativi che rispondano a rinnovate e diverse esigenze”.

Oltre al progetto Great Life siete impegnati in altre iniziative più o meno analoghe?

Da poche settimane si è concluso il progetto Appenbio finanziato dalla Regione Emilia Romagna e indirizzato a valorizzare le zone marginali del nostro appenino per capire quali vantaggi agronomici e nutrizionali era possibile ottenere con determinate coltivazioni. Ebbene, il farro monococco si è dimostrato  un altro importante superfood,  tant’è vero che è stato utilizzato nella preparazione dei pasti destinati ad alcuni pazienti dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna riuscendo a soddisfare egregiamente i  fabbisogni nutrizionali richiesti in un momento così delicato com’è quello di un ricovero ospedaliero”.

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EFA News - European Food Agency
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