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CLARA MOSCHINI

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Osservatorio packaging del Largo Consumo

Nuovi scenari evolutivi presentati da Nomisma

L’indagine di Nomisma condotta su oltre 1.000 consumatori dai 18 ai 65 anni, presentata ieriin occasione del terzo appuntamento dell’osservatorio packaging del Largo Consumo, rivela come l’emergenza sanitaria non abbia spostato il focus degli italiani dagli aspetti ambientali: se per il 27% erano e sono rimarranno una priorità, il 33% ha addirittura aumentato l’importanza attribuita ai temi “green” a fronte di un 4% che ha, invece, diminuito l’attenzione riservata all’ambiente. Ambiente e cambiamento climatico (citato dal 38% degli italiani) è il terzo aspetto verso cui dovrebbero concentrarsi l’impegno della società civile e della classe politica dei prossimi 3-5 anni, dietro ad ambiti quali lavoro ed occupazione (70%) e salute e sanità (66%). Un ulteriore 19% auspica inoltre che gli sforzi di tutta la società vadano nella direzione di uno sviluppo sostenibile. Lo scenario entro cui ci si muove è quello della speranza di una ripartenza verde, che consenta la ripresa economica ed occupazionale del paese senza accantonare la tutela dell’ambiente. Posizione che appare ancora più chiara se si pensa che 6 italiani su 10 si dicono preoccupati per il climate change, il 46% per il tema della produzione e dello smaltimento dei rifiuti e il 41% per l’inquinamento atmosferico. La presenza di microplastiche in alimenti e bevande è invece un aspetto ambientale che preoccupa il 35% degli italiani.

Cosa sono disposti a fare gli italiani per salvaguardare il futuro dell’ambiente? La propensione è quella ad un approccio sempre più green rispetto a stili di vita e comportamenti di consumo. E se nei prossimi 12 mesi cresce di 15 punti percentuali chi preferirà con regolarità mezzi di trasporto green (passando dal 24% di chi lo fa già oggi al 39% di chi lo farà nei prossimi 12 mesi) arriverà all’81% la quota di chi ridurrà lo spreco alimentare (contro il 76% di chi lo fa già). Importante anche il tema del risparmio energetico: il 73% utilizzerà con regolarità elettrodomestici con programmi a basso consumo. Anche sotto il profilo dei comportamenti di acquisto è chiara l’attenzione verso la tutela ambientale degli italiani, sia essa espressa tramite l’acquisto di prodotti fatti con metodi sostenibili (il 54% lo farà regolarmente nei prossimi 12 mesi), locali e a km0 (preferiti in maniera costante dal 50% degli italiani) o di food a marchio biologico (la cui quota di frequent user che nel 2021 si attesterà al 51%). A raccontare l’impegno degli italiani verso la transizione verde anche l’acquisto di prodotti con poco imballaggio (scelta che nel giro di un anno diventerà la norma per il 65% dei responsabili di acquisto) o di quelli che presentano un packaging sostenibile (decisione che nel 2021 verrà effettuata con costanza dal 59% degli italiani, contro il 45% di chi lo fa già).

4 i macro-aspetti che secondo i consumatori contribuiscono a definire la sostenibilità di un prodotto alimentare: in primis, con un peso del 34%, i metodi di produzione, seguiti dalle caratteristiche del packaging (fattore che incide per il 33%), dagli aspetti più legati ai temi della filiera e dell’origine delle materie prime (22%) e dalla responsabilità etica e sociale (13%). Il packaging si conferma dunque un attributo in grado di definire ed incidere sulla percezione della sostenibilità di un prodotto alimentare. Non solo, il 47% degli italiani individua come principale funzione del packaging “contribuire a definire la sostenibilità del prodotto”. Ruolo che segue le più tradizionali e fondamentali funzioni di conservazione (66%) e protezione delle proprietà organolettiche dei prodotti (60%). 1 italiano su 4 individua come principale driver di scelta dei prodotti alimentari la presenza di una confezione sostenibile (il 26% nel caso di prodotti destinati alla cura della casa e all’igiene della persona). Negli ultimi 6 mesi il 14% degli italiani ha smesso di acquistare prodotti a causa di una confezione che non presentava elementi di sostenibilità. Tra le caratteristiche dei materiali del pack che più incidono sulle scelte di acquisto: assenza di overpackaging (55%), riciclabilità (43%), presenza di materie prime derivanti da fonti rinnovabili o a ridotte emissioni di Co2 (43%). Importante anche la presenza di materiale compostabile o biodegradabile (41%) e la completa assenza di plastica (32%). A non prestare attenzione al materiale della confezione nell’atto di acquisto solo il 7% degli italiani.

Tuttavia, gli italiani non sono ancora pronti a pagare un mark up per avere un pack green: il 53% dichiara una willingness to pay nulla o quasi. Per ricercare indicazioni sugli aspetti green dei prodotti gli italiani leggono infatti le etichette (strumento utilizzato dal 75% degli italiani) o si informano online (20%), ma il 26% valuta ancora insufficienti le informazioni a disposizione e un ulteriore 64% vorrebbe saperne di più. Tra le indicazioni più apprezzate e ritenute più utili quelle su: modalità di riciclo della confezione (molto importante o importante per 8 italiani su 10), percentuale di materiale del pack proveniente da fonti rinnovabili (75%), quantità di plastica ridotta o non più utilizzata per produrre quell’imballo (70%) ed emissioni di CO2 risparmiate per la produzione del pack (61%).

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EFA News - European Food Agency
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