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CLARA MOSCHINI

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Genova: bloccato export di 90 tonnellate di rifiuti plastici

Interventi di Adm nel contrasto al traffico illecito lungo la rotta Italia-Malesia

Traffico illecito di rifiuti con la cosiddetta “aggravante ambientale” e falso ideologico in atto pubblico: queste le ipotesi di reato oggetto di tre distinti procedimenti penali, scaturiti nelle ultime settimane dopo gli accertamenti di Adm (Agenzia delle dogane e dei monopoli) a carico di altrettante aziende del nord-Italia operanti nella raccolta, trattamento e commercio di rifiuti speciali. I funzionari del reparto controlli di Adm, sulla scorta di alcuni profili di rischio relativi all’export di rifiuti plastici con destinazione Malesia, hanno complessivamente bloccato l’imbarco di quattro containers presso il terminal di Genova-Pra’.

Ulteriori accertamenti di Adm hanno messo in luce un articolato meccanismo di commercializzazione di scarti di materie plastiche, triturati senza il rispetto della normativa vigente in materia e acquistati in Italia da intermediari di Hong Kong, per poi essere spediti a operatori malesi senza scrupoli presso impianti non idonei a riciclare l’intero carico ricevuto. La collaborazione tra Adm e Department of National Solid Waste Management della Malesia è stata determinante per attestare la falsità di alcuni permessi elettronici presentati riportanti gli estremi delle aziende italiane e asiatiche coinvolte. I titolari delle ditte che hanno organizzato le spedizioni dei residui plastici (a volte presentati addirittura come materie prime) senza i necessari permessi, dovranno rispondere dei reati connessi alla violazione del "Testo Unico Ambientale del 2006", del regolamento Ue sui rifiuti e dei reati di falso ideologico in atto pubblico. 

Da novembre 2020 a oggi, sono state bloccate complessivamente, dopo gli ulteriori accertamenti effettuati dal reparto antifrode di Adm nel porto di Genova-Pra’, 7 spedizioni illecite di rifiuti plastici destinati a paesi del sud est asiatico (in particolare Malesia) per complessive 683 tonnellate e sono state segnalate all’autorità giudiziaria 10 persone; 9 sono invece le società coinvolte. Secondo un recentissimo rapporto dell’Interpol, a seguito del blocco cinese all’import di 24 tipologie di rifiuti, dal gennaio 2018 a oggi, le esportazioni degli scarti plastici (comprese quelle illegali) dei maggiori paesi industrializzati tra cui l’Italia, verso la Malesia, sono quadruplicate. Il governo malese ha pertanto istituito un meccanismo di approvazioni preventive degli esportatori stranieri e delle aziende di recupero locali, oltre a un sistema di permessi elettronici per ogni singola spedizione. La normativa Ue ammette le spedizioni di rifiuti all’estero se i paesi riceventi rispettano determinati standard di riciclaggio. La presentazione di permessi già scaduti, ma con date inverosimili o di permessi del tutto falsi mira ad aggirare i controlli per garantire commerci e profitti illeciti che, oltre a provocare gravi danni ambientali, sono fonte di concorrenza sleale.

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EFA News - European Food Agency
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