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CLARA MOSCHINI

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Agricoltura: giovani aziende reggiane più forti della crisi, + 7% in un anno

La storia di Alessia Baldi passata dalla moda ad allevare capre e pecore

“Le giovani imprese agricole reggiane sono più forti della crisi scatenata dalla pandemia e balzano da 241 a 258 in un anno: un +7% sensazionale e che fa ben sperare per il futuro del settore sul nostro territorio”. Parole di Antenore Cervi, presidente Cia Reggio, che analizza i recenti dati annuali di Unioncamere Emilia-Romagna inerenti una situazione preoccupante per la perdita nei vari comparti di ben 850 imprese (-2,9%) condotte dagli under 35. L’andamento è negativo (-2,6%) anche a livello nazionale, ma non è così per l’agricoltura reggiana.

“Le aziende agricole giovanili del nostro territorio non solo hanno resistito alla tempesta ma sono addirittura aumentate in un anno terribile per tutti", sottolinea Cervi. "Dall’osservazione dei nostri dati Cia, emerge come si tratti di imprese molto variegate: vanno dalla produzione di verdura biologica alle uova, dalle farine al latte per il Parmigiano Reggiano. Piccole o grandi realtà dunque, ma comunque fondamentali per il territorio. I nostri tecnici hanno lavorato perché potessero partecipare ai bandi della regione che ringraziamo per aver messo a disposizione interamente i fondi europei, usufruire degli incentivi, uscire indenni dalla burocrazia asfissiante. Le hanno supportate in ogni aspetto lungo il difficile percorso che dall’idea porta alla realizzazione. I risultati sono eloquenti”.

Cervi aggiunge che il ritorno all’agricoltura per qualcuno è una scelta di vita, per altri anche una opportunità di lavoro dopo averlo perso visto che è il settore dove in questo momento è possibile fare impresa con successo. Le nuove aziende hanno caratteristiche molto differenti “da quelle tradizionali del secolo scorso. Lontano da visioni bucoliche che arrecano solo danni, i giovani agricoltori reggiani sono adeguatamente formati e dunque competenti, usano quotidianamente la tecnologia, sono molto aperti e attenti all’innovazione per raggiungere la sostenibilità ambientale, l’efficienza gestionale, il contenimento dei costi e la valorizzazione della produzione. Siamo dinnanzi a una generazione di ottimi professionisti".

Dal mondo della moda all’allevamento di ovini. Una scelta radicale, quella di Alessia Baldi, imprenditrice reggiana di 32 anni, titolare de Le fattorie di Athena. Figlia di un noto coiffeur titolare di numerosi saloni anche in città, le è stato naturale seguire le orme del padre e per oltre 10 anni ha lavorato al suo fianco girando il mondo. Il sogno della ragazza però era quello di una immersione totale nella natura, alimentato anche dall’esempio del compagno maniscalco Salvatore. Con la gravidanza è arrivata anche la scelta: passare dal commercio e l’artigianato al mondo dell’agricoltura. Alessia adesso è proprietaria di un gregge di una settantina di capre e sessanta pecore, e di una fattoria dedicata alla bambina, chiamata Athena.

L’azienda agricola si occupa principalmente di allevamento di capre da latte per la produzione di formaggi freschi e stagionati, che vengono poi venduti direttamente al consumatore sia in azienda che nel mercato contadino che ogni sabato si tiene nella centrale piazza Fontanesi, a Reggio Emilia. "E‘ fondamentale che i giovani si avvicinino all’agricoltura. Costa tanto sacrificio, ma rallenti molto i ritmi di vita. Io vengo da un settore molto diverso, frenetico, ricevevo mail a qualunque orario e lavoravo anche di notte; bevevo 8-10 caffè al giorno, coordinavo le ragazze, niente sabati e domeniche. Anche adesso non ho giorni di riposo ma finalmente ho ritmi che si confanno di più all’essere umano, e sono contenta che mia figlia cresca in questo ambiente e non in città. La porto in stalla da quando aveva 15 giorni".

hef - 17139

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