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Deliveroo, il grande flop della quotazione

Titolo crollato del 30% in apertura, la grande fuga dei fondi

Puntava a quotarsi alla borsa di Londra raccogliendo 1,76 miliardi di euro, grazie anche all'endorsment ricevuto da Amazon, che ne aveva rilevato il 16% del capitale. Parliamo di Deliveroo, una delle più note società specializzate nella distribuzione a domicilio, balzate alla ribalta in particolare in particolare durante la pandemia. Ma il primo giorno di quotazione è stata una doccia fredda, col titolo in apertura crollato del 30%.

Eppure le premesse per l’Ipo di Deliveroo sembravano essere quelle giuste: alta richiesta in fase di collocamento, appartenenza ad uno di quei settori classificati come vincenti nell’era della pandemia ed indici di mercato che continuano a spingere al rialzo. Insomma, sembrava essere tutto in regola per un debutto brillante per una delle più grandi quotazioni per un operatore di e-commerce nel Regno Unito. Quali sono le motivazioni dietro questo flop?

"Le Ipo - spiega Giacomo Tilotta, Head of European Equity di AcomeA SGR - sono delle operazioni sempre molto difficili da valutare; ci sono sicuramente argomentazioni specifiche dietro un fallimento in questo genere di situazioni, ma ci possono essere altre motivazioni che segnalano un differente orientamento del mercato. Da un lato, infatti, i dubbi circa la struttura dell’operazione, le criticità della governance societaria e le questioni sul trattamento dei propri dipendenti (i cosiddetti rider) messi in evidenza dai recenti scioperi e dalla maggiore attenzione dei fondi ESG sulle tematiche di sostenibilità, hanno sollevato enormi dubbi circa la sostenibilità del modello di business. Ma, dall’altro lato, ci sono elementi che testimoniano un sentiment di mercato differente rispetto a quello di qualche mese fa. Se l’inizio della pandemia ha sancito la vittoria dei cosiddetti titoli growth, e, in generale, dei titoli appartenenti allo “stay at home” a cui si iscrive di diritto Deliveroo, è altrettanto vero che l’uscita, anche se molto graduale, dalla pandemia ha spostato l’attenzione del mercato su tre aspetti che hanno determinato la rotazione settoriale in atto negli ultimi mesi, che ha contribuito a mettere in luce quei settori che, invece, erano stati sacrificati dal mercato nell’era pandemica". 

"Il primo focus del mercato - prosegue Tilotta - è sicuramente quello legato alla ripresa economica: la velocità e la solidità della stessa dipenderà dal grado di efficacia dei programmi di politica fiscale, contribuendo a dare maggiore visibilità a quei titoli “value” più sensibili all’andamento del ciclo economico. Altri aspetti su cui il mercato si sta focalizzando riguardano le aspettative di inflazione con le sue ripercussioni, dall’andamento dei tassi di interesse che sanciscono la disaffezione del mercato verso quei titoli più sensibili positivamente ad un contesto di bassi tassi di interesse, come il settore delle utilities e quello tecnologico, e l’efficacia delle campagne di vaccinazione da cui dipenderà l’inizio della fase di normalizzazione sociale ed economica".

"Insomma - è la conclusione - una tempistica di quotazione in un contesto meno favorevole ai titoli tech, come una consegna fatta in ritardo, ha messo a dura prova i nervi del mercato".

red - 18085

EFA News - European Food Agency
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