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Tar Lazio annulla multe Antitrust ai supermercati

Le catene erano state sanzionate per presunto obbligo di resa del pane fresco invenduto

Accolti i ricorsi di Coop, Esselunga e Carrefour. Lo scorso luglio il Tar aveva già dato ragione a Eurospin e Conad.

Il Tar del Lazio ha annullato le sanzioni inflitte dall’Antitrust nel giugno 2019 ad alcuni dei principali operatori della grande distribuzione ai quali aveva contestato presunte irregolarità in merito all’obbligo di reso del pane fresco rimasto invenduto, imposto ai propri fornitori (si veda articolo di EFA News del 17/7/2019).

La decisione è contenuta in tre sentenze, che fanno seguito alle altre 8 sentenze erano emesse nel luglio scorso di accoglimento dei ricorsi proposti da società del Gruppo Eurospin (Eurospin Italia, Spesa Intelligente, Eurospin Lazio, Eurospin Puglia ed Eurospin Tirrenica) e del Gruppo Conad (Pac 2000 A, Conad del Tirreno, Nordiconad, Commercianti Indipendenti Associati, Conad Centronord, Conad Adriatico e Dettaglianti Alimentari Organizzati). 

Le ultime decisioni riguardano l'accoglimento dei ricorsi proposti da Esselunga (sanzione da 50mila euro), da Consorzio Nord Ovest-Coop Lombardia-Novacoop-Coop Liguria (sanzione da 20mila euro) e Carrefour Italia-Di Per Dì-Società Sviluppo Commerciale-Gs (sanzione da 50mila euro). In seguito a una denuncia di Assipan (associazione dei panificatori), l’Antitrust avviò una serie di procedimenti istruttori aventi ad oggetto le condotte consistenti nell’imporre, anche dal 2014, ai propri fornitori di pane fresco: il ritiro e lo smaltimento a proprie spese dell’intero quantitativo di prodotto invenduto a fine giornata, in percentuale rilevante rispetto al prodotto ordinato; il riaccredito alla catena distributiva del prezzo corrisposto per l’acquisto della merce restituita (cosiddetto 'obbligo di reso'). 

Il Tar ha ritenuto che i ricorsi meritino accoglimento "in ragione della fondatezza delle censure riguardanti l’attività istruttoria svolta". In sostanza, per i giudici l’Autorità ha emesso le sanzioni "sulla base di un quadro probatorio estremamente carente, basato essenzialmente su risposte di contenuto variegato e fornite da un numero limitato dei panificatori, ricorrendo a una indagine di tipo presuntivo e non idonea a dimostrare l’esistenza di una deliberata strategia aziendale volta all’imposizione ai fornitori dell’obbligo di ritiro del pane invenduto".

red - 18122

EFA News - European Food Agency
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