Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Alimentazione allevamento/2. La posizione di Carni Sostenibili

Scordamaglia: "Gli allevamenti italiani sono tra i più sostenibili al mondo, ecco i numeri che lo dimostrano"

Intervenuto all’evento in diretta streaming “Alimentazione e Allevamento: chi decide il futuro dell’Europa?” - evento di approfondimento sulla Farm to Fork promosso da Eunews in collaborazione con Carni Sostenibili e European Livestock Voice - Luigi Scordamaglia, presidente di Assocarni e rappresentante per l’Italia di Carni Sostenibili ha detto che “affermare che una zootecnia estensiva è l’unica soluzione e che la zootecnia intensiva dovrebbe essere eliminata è semplicistico e pericoloso: sono affermazioni fatte in buona fede ma di chi ha una visione troppo urbana lontana dalla realtà attuale degli allevamenti. Solo grazie alla moderna zootecnia cosiddetta “intensiva” l’Europa, lasciando assolutamente invariata la superficie di terreno destinata al pascolo, è stata in grado di sfamare 125 milioni di persone in più (rispetto agli anni 60) e lo ha fatto in maniera sempre più sostenibile riducendo le emissioni per kg di proteina prodotta di oltre il 20% in totale controtendenza rispetto al resto del mondo che invece queste emissioni le ha aumentate”. 

“Oggi - ha proseguito Scordamaglia - per produrre 1 kg di carne rossa in Europa le emissioni collegate sono pari ad 1/5 appena delle emissioni che servono per lo stesso kg di carne in Asia o in America. L’Italia è l’esempio più evidente essendo il quarto produttore al mondo di biogas grazie proprio agli scarti agricoli e soprattutto di allevamento. E grazie anche a questo la % di emissioni di Co2 equivalente si è ridotta costantemente negli anni arrivando in Italia (dati ufficiali Ispra) ad appena il 4,4% da zootecnia contro, ad esempio, il 65% di industria e trasporti”. 

Secondo il presidente di Assocarni “esiste un modo di differenziarsi e devono essere i numeri a dimostrarlo. Numeri che diventano anche sostenibilità economica oltre che ambientale, e che ad esempio per l’Italia parlano chiaro: fitofarmaci -20% (2010/2017),- 42% antimicrobici (2010-18) fertilizzanti chimici -15%, Ammoniaca -6%, Gas serra da settore agricolo -11,5% da 2000”.

“Al contrario un approccio di tipo ideologico che non tenga conto di tali argomenti oggettivi porterebbe ad una drammatica perdita di produttività accompagnata da un aumento dei prezzi che renderebbe i nostri prodotti accessibili solo ad una élite di consumatori. E gli altri? Per soddisfarli dovremmo aumentare le importazioni da altre parti del mondo (es Sud America dove si produce ad alto impatto ambientale). E qui - ha concluso Scordamaglia - è davvero forte l’incongruenza di una parte della Commissione che appoggia l’accordo Mercosur che apre alla libera importazione di milioni di tonnellate di prodotti zootecnici da Paesi per i quali vengono previsti impegni di carattere ambientali davvero ridicoli e ben al di sotto degli standard Ue”.

red - 18731

EFA News - European Food Agency
Collegate
Simili