Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Roma: mercato Trieste sul piede di guerra

Oggi in sciopero col sostegno del quartiere, rivendica riapertura del parcheggio chiuso da anni

Il Mercato Trieste a Roma, noto come il mercato di Via Chiana, al quartiere Trieste, Roma-Nord, è chiuso oggi per sciopero col sostegno degli abitanti del rione: insieme condividono l'esigenza ormai pressante della riapertura del parcheggio di 4 piani (un seminterrato sottostante l'area mercatale, due piani superiori alla stessa più, in cima, un piano terrazzato), in grado di ospitare 420 auto ma chiuso ormai da 4 anni. Complesso vitale in un rione dove posteggiare l'auto è un'impresa quasi impossibile persino per i residenti.

La struttura che ospita i commercianti dell'agroalimentare e di altri comparti, come bar e ristorazione, è divenuta con gli anni cuore pulsante del quartiere: a seconda dei giorni aperto anche fino a sera, ha al suo interno un'area ricreativa a disposizione dei cittadini, il cui perimetro è costituito da piccole librerie zeppe di volumi a disposizione di chiunque, gratuitamente, voglia leggerli e ne abbia rispetto. Al centro tavoli e sedie su cui sedersi per un break, o per consumare un caffè, una bibita o un pasto ben cucinato, o leggere, assistere ad un concerto, o alla presentazione di un libro, o visionare una mostra d'arte, piuttosto che godere della festicciola di un bambino. Così come una volta accadeva nella piazza principale del paese, l'interno del mercato è oggi uno spazio free dove il quartiere si incontra, condivide, interagisce, comunica, vive momenti ludici o respira cultura. Una perla rara a disposizione dei romani provenienti anche da altri rioni, sia che vogliano goderne, sia che vogliano organizzarvi un evento di interesse comune. 

Manca però un tassello importante della logistica, da ben 4 anni. Troppi. Lo spiega bene Amedeo Valente, presidente della Cooperativa del mercato, che in quella struttura ci crede, e chiede, insieme agli operatori e ai cittadini, che con la riapertura del parcheggio questa torni a vivere nella sua pienezza.

Valente spiega nel dettaglio ad EFA News come la vicenda di via Chiana offra molte similitudini con quanto accaduto al complesso Mercato-Percheggio Metronio di via Magna Grecia, struttura progettata dal Morandi. "Queste opere, portate a termine negli anni '50 -sottolinea il presidente-, erano concepite per dare un'organizzazione urbanistica ai mercati su strada e, nel contempo, offrivano importanti servizi per i cittadini. Nel caso di Via Chiana il mercato, inserito all'interno di una struttura comprensiva di 420 posti auto, offriva oltre al parcheggio per i cittadini, un lavaggio (di cui rimangono intatti gli impianti al piano interrato), una pompa di benzina, una serie di negozi su via Chiana e via Lambro e un condominio riservato al custode. Per molti anni la società Parioli srl gestì l'intero complesso. Solo intorno al 2008, la gestione del mercato venne affidata agli operatori e separata da quella dei negozi perimetrali e dal parcheggio, che invece veniva affidata ad Atac. Tuttavia la filosofia gestionale non cambiò: il parcheggio frutta e verdura venne spremuto come un limone (era anche a pagamento e fruttava bei soldoni, NdR), per poi, ormai saccheggiato, essere abbandonato da un giorno all'altro. Era dicembre 2017. Non si forniva nessuna spiegazione, e non c'era firma di un responsabile della misura". 

Da allora una serie infinita di vicissitudini di ordine perlopiù burocratico e politico. Quel che resta innegabile è la proprietà: il Comune di Roma, cui spettano gli oneri dei lavori straordinari. E il gestore: una società facente capo ad Atac (società in house di Roma Capitale, concessionaria di gran parte del servizio di trasporto pubblico locale e della gestione dei servizi integrativi al trasporto pubblico, quali la sosta tariffata e i parcheggi di scambio, eccetera, nel territorio di Roma, NdR), cui spettano gli oneri dei lavori ordinari. 

Oggi la domanda che tutti si pongono è: il gestore, Atac appunto, che responsabilità ha avuto nella gestione dell'immobile? Quali erano i suoi obblighi? "Perché -rincara Valente- se è vero che il grosso dei lavori riguarda oggi gli interventi straordinari, è del tutto evidente che ciò è anche conseguenza di una gestione superficiale, di un lento degrado che ha portato all'inagibilità strutturale (basta vedere -sottolinea- l'infiltrazione di acqua che ha causato la caduta del calcinaccio dalle facciate con conseguente chiusura di alcune attività su via Lambro)". 

Il resto è cronaca recente. Il nuovo direttore del Dipartimento Mobilità del Comune dispone un piano per portare a termine il progetto, che viene effettivamente concluso a inizio anno 2021. L'ultimo passaggio è lo stanziamento dei fondi che viene però, malgrado le promesse, stralciato in fase di bilancio. A inizio settembre il direttore Di Lorenzo ci riprova con una proposta di variazione di bilancio secondo l'art. 175 comma 4 del tuel, ossia una variazione in sede di Giunta vista l'urgenza, resa tra l'altro palese dalle numerose cadute di calcinaccio e da un verbale dei vigili del fuoco. 

"Ieri 22 settembre -continua il presidente della cooperativa-, la giunta ha approvato; adesso aspettiamo la riunione dei capigruppo al Consiglio Comunale e la successiva votazione insieme al consolidato. A questo punto noi non siamo più disposti ad essere presi in giro ed è il motivo per cui manifestiamo oggi e continueremo senza sosta a farlo. Chiediamo un'assunzione di responsabilità a fronte di un servizio pubblico indispensabile per il bene del quartiere e del mercato".

Il 3 e il 4 ottobre prossimo si terranno le elezioni per scegliere il nuovo sindaco di Roma. "Chiediamo che entro questo mese venga effettivamente votato dal consiglio comunale un provvedimento di urgenza per far partire i lavori il prima possibile. E chiediamo a tutti i cittadini di darci sostegno e ai responsabili politici e tecnici di avere il coraggio di incontrarci. Perché adesso vogliamo che ci diano delle spiegazioni. Non vogliamo promesse elettorali a pochi giorni dalle elezioni comunali. Vogliamo fatti concreti e li vogliamo subito. Se ciò non dovesse avvenire promettiamo l’occupazione e l’autogestione dello stabile”.

cm - 21105

EFA News - European Food Agency
Simili